Attenzione
Neve record, ma incognita riaperture
I continui cambi di rotta da parte del governo lasciano nell’incertezza gli operatori dell’Amiata, proprio nell’anno più bianco
MONTE AMIATA. Guardi fuori dalla finestra e c’è un metro di neve schietta, soffice e abbondante, che non aspetta altro che far scivolare sci e slittini. I raggi del sole pizzicano i rami dei faggi nello scintillio dei cristalli, un paesaggio da fiaba dove immergersi con tutti i sensi, in una lunga passeggiata a tutta natura. Ma né sciatori, né bambini in slittino, né esploratori con le ciaspole ai piedi si possono godere in questi giorni il bendidio che per la prima volta dopo oltre dieci anni l’Amiata offre per le vacanze di Natale. O, meglio, ciaspole sì, ma non nei giorni rossi; sci solo dal 18 gennaio, ma fino a contrordine; un buon pasto caldo al ristorante dal 7 gennaio, ma con l’incognita di una chiusura flash appena due giorni dopo, per il fine settimana. Oppure niente di ciò fino al 15, se passa la linea dei provvedimenti “ponte” contro la pandemia. E comunque tutto subordinato al colore delle regioni, non solo la Toscana, ma anche quelle dalle quali provengono i turisti, che potrebbero non poter uscire dal loro territorio.
Tutto è da decidere, a livello governativo. E intanto sull’Amiata – come in tutte le località sciistiche d’Italia – gli operatori turistici non sanno più dove sbattere la testa.
«È un’incertezza perenne», spiega Franz Gentile, receptionist delle Macinaie, storico hotel e ristorante del monte Amiata, punto di partenza per gli impianti, le escursioni e le attività della montagna, in tutte le stagioni. «Questo lockdown mascherato – prosegue – ci accolla una responsabilità grossa perché, oltre a mandare avanti l’azienda e a mantenere la famiglia, ci chiede di dare informazioni precise agli ospiti su cosa si può o non si può fare, e quando. E le cose cambiano di giorno in giorno, di ora in ora. Non si sa più come prendere le prenotazioni».
Tutte le presenze di Natale e Capodanno ormai sono sfumate per l’introduzione del lockdown nei giorni clou delle feste. «Abbiamo dunque posticipato le prenotazioni dal 7 gennaio in poi – spiega Gentile – ma poi l’andamento della pandemia non è andato come si sperava e dunque, mentre tutta la filiera del turismo sarebbe riaperta il 7, l’apertura degli impianti di risalita è stata spostata al 18 gennaio».
Non solo. Negli ultimissimi giorni è arrivata prima l’ipotesi di un provvedimento ponte dal 7 al 15 gennaio per prorogare le restrizioni del decreto di Natale, poi quella di un minilockdown del fine settimana del 9 e del 10 gennaio. «Insomma – riepiloga Gentile – il 7 e l’8 le persone potranno girare, il 9 e 10 saranno giorni rossi, l’11 e il 12 gialli. Per quanto ci riguarda, dal 7 avremmo un’occupazione all’80 per cento. Ma c’è il rischio che prenota, mettiamo, dal 7 al 12, possa uscire i primi due giorni e poi debba stare due giorni chiuso in albergo. Poi di nuovo potrebbe uscire, ma per sciare deve aspettare il 18».
Tra telefonate, email e social network, Le Macinaie, come tutte le strutture ricettive sono sommerse in questo periodo da richieste. «È un continuo, come sotto Ferragosto – spiega ancora Gentile –. Siamo noi in prima linea di fronte ai clienti che chiedono delucidazioni e non è semplice, anzi, è una grande responsabilità. Il nostro bacino di utenza è molto ampio: chi viene dalla Maremma, dal mare, chi dal Senese, chi dal Lazio. E per ogni zona ci sono regole diverse».
E dunque è un continuo prenotare, disdire, posticipare, slittare. «Con tutto che noi non lavoriamo sul “just in time”, ma abbiamo necessità di organizzarci in tempo, riscaldare la struttura, prendere i maestri da sci», aggiunge Gentile. E gli stessi clienti non è detto che possano spostare da un giorno all’altro le ferie.
A vedere il bicchiere mezzo pieno, insomma, tante richieste e tanta voglia di tornare in montagna. A vederlo mezzo vuoto, il rammarico che tutte queste restrizioni cadano proprio nell’anno in cui il record di neve – un metro alle Macinaie e quasi due metri in vetta – avrebbe garantito il pienone, per la gioia degli appassionati e tutti gli operatori. —
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