Il Tirreno

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LA SORPRESA

La calza della Befana è lunga 40 metri. E può entrare nel guinness dei primati

Enrico Giovannelli
La grande calza realizzata dalla Corte dei Miracoli distesa e il marchio dell’associazione nella foto a destra da sinistra Rinaldo Moraglia, Ottavio Rocchi e Stefania Petragli armata di macchina da cucire
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La grande calza realizzata dalla Corte dei Miracoli distesa e il marchio dell’associazione nella foto a destra da sinistra Rinaldo Moraglia, Ottavio Rocchi e Stefania Petragli armata di macchina da cucire

Castiglione della Pescaia. È il regalo della Corte dei Miracoli alla comunità: sono state cucite le “toppe” donate da 235 famiglie.

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una calza della Befana lunga 40 metri e realizzata da 235 famiglie. È questo il regalo che l’associazione Corte dei Miracoli ha voluto realizzare per la comunità castiglionese: un progetto durato oltre due mesi, e che ha coinvolto tutte le frazioni, Buriano, Tirli, Vetulonia e Punta Ala. La calza potrebbe addirittura entrare nel guinness dei primati, non tanto per la sua lunghezza ma appunto per le tante persone che hanno partecipato a realizzarla.

A spiegare l’idea è Ottavio Rocchi, il presidente della Corte dei Miracoli, che non è nuovo a progetti del genere, basti ricordare le tante iniziative per Halloween o il Carnevale. «Insieme ai soci dell’associazione, ad oggi siamo in 15, abbiamo visto la calza della befana realizzata a Viterbo – spiega Rocchi – lunga ottanta metri. Tra l’altro c’è una bella diatriba con un altro paese, Pietramelara in provincia di Caserta per questo motivo. Noi però non volevamo rivaleggiare con le dimensioni, ma coinvolgere le persone per realizzarla. E devo dire che la risposta del paese è stata magnifica». Rocchi, che nella vita di tutti giorni fa il vigile urbano a Castiglione della Pescaia, e ha una passione incredibile per il disegno – innumerevoli i palii realizzati per le varie corse estive – racconta i tanti aneddoti che hanno portato a fare una calza della Befana del genere. «Siamo partiti dalle dimensioni delle pezze: a tutti abbiamo chiesto dei quadrati di 50 centimetri per 50 centimetri, da realizzare a propria scelta senza nessun obbligo. L’unica cosa è che su ognuna delle pezze realizzate ci fosse scritto il nome del “proprietario”, della famiglia insomma».

E le pezze alla fine sono arrivate: «Devo dire che quando abbiamo lanciato la proposta su Facebook tutti si erano detti interessati, ma poi avvicinandosi la scadenza, in pochi le avevano recapitate. Alla fine sono arrivate tutte insieme ed è stato fantastico. Anzi, devo dire che ci siamo fermati a 235, ma la calza deve avere una sua vita, e quindi il prossimo anno saranno attaccate tutte quelle che ci saranno».

La calza della befana della Corte dei Miracoli ha infatti alcune particolarità: oltre alla lunghezza che originariamente doveva essere sui trenta metri e poi a cucitura ultimata è invece arrivata a 40 metri, nella parte terminale, nel tallone, è stata fatta con una cerniera lampo per aprirla e far prendere i regali al suo interno, con le pezze attaccate che hanno gli stemmi dell’associazione Corte dei Miracoli e del Comune, che ha patrocinato l’evento.

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«Per questa prima edizione abbiamo deciso di cucire le pezze solo da un lato – ha spiegato Rocchi – mentre il retro è nero con la stoffa donata da un commerciante che viene al nostro mercato. In questo modo possiamo poi attaccarci altri quadrati in futuro sempre davanti per vedere i capolavori».

Rocchi è orgoglioso e quasi emozionato dei lavori prodotti dalle famiglie: «È incredibile il materiale usato per fare le pezze: tovaglie, tendine, salviette, asciugamani, anche pantaloni da caccia, c’è chi ha usato il punto croce, e chi invece ha impiegato la lana. Un lavoro incredibile, soprattutto di fantasia. Mentre organizzavamo gli accoppiamenti è stata un’emozione unica».

Sono tante le persone dunque da ringraziare e Rocchi ci tiene in particolar modo a farlo soprattutto per chi si è impegnato materialmente: «Abbiamo “ sequestrato” il laboratorio di Stefania Petragli, che grazie ai suoi macchinari per la cucitura delle vele ha ricomposto la calza a pezzi di tre. E poi Rinaldo Moraglia, infaticabile nel ricomporre il tutto. Ma ovviamente senza l’aiuto delle famiglie sarebbe stato impossibile costruire una calza del genere».

Il 6 gennaio la calza della Befana della Corte dei Miracoli, che per lunghezza avrà bisogno di una trentina di “befane” per essere trasportata, sarà ricomposta nella terrazza dell’ex bagno Marystella, anche se le restrizioni causa Covid-19 non renderanno giustizia all’evento. «La calza – conclude Rocchi – ha una sua logica. Ci sono tre gruppi di regali: per i bambini, per i giovani e per gli anziani, con i dolciumi. Purtroppo quest’anno ci dobbiamo accontentare. Possiamo considerala una prova generale per il 2022, quando speriamo sarà tornato tutto a una sorta di normalità. Tra l’altro abbiamo chiesto se era possibile farla visionare dai tecnici del guinness dei primati, e abbiamo grandi aspettative che grazie al lavoro di un intero comune la cosa venga presa in serie considerazione».


 

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