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I documenti del comitato per la rinascita della colonia

Michele Nannini
I documenti del comitato per la rinascita della colonia

Il gruppo aveva raccolto tra il 2007 e il 2015 una grande mole di informazioni Ora sono state inviate da Iolanda Raspollini all’amministrazione comunale

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Michele Nannini

FOLLONICA. Otto anni di incontri, iniziative e proposte per ribadire un unico concetto: ristrutturare la Colonia marina e mantenerne la proprietà pubblica.

Il lavoro del comitato per la colonia, costituito nel 2007 e attivo fino al 2015, rappresenta senza dubbio una solida base dalla quale partire per definire il futuro della struttura costruita nel 1931 ma che da oltre due anni è ormai inutilizzata; non a caso il comitato è stato in passato coinvolto anche nei processi partecipativi organizzati dalle varie amministrazioni comunali proprio per decidere quale sorte dovrà avere la colonia sul mare e da qui proverà a ripartire anche l’attuale giunta guidata da Andrea Benini.

Buona parte della documentazione di quegli anni è stata infatti ritrovata e messa a disposizione del governo della città rappresentando quindi un contributo importante per provare a concretizzare il piano di recupero della struttura. Il passaggio dei documenti, molti dei quali ancora disponibili su Internet, si è concretizzato grazie all’impegno di Iolanda Raspollini, fino alla metà degli anni ’80 docente e dirigente scolastica, o come si diceva allora preside, scrittrice di numerosi saggi e racconti incentrati oltre che sulla colonia anche su tematiche sociali importanti come la violenza sulle donne o l’esperienza cattolica sul territorio, consigliera comunale indipendente nelle liste del Pci a fine anni ’80 ma soprattutto follonichese purosangue dalla nascita come il fratello Lido, cantore della terra del golfo scomparso qualche anno fa. «Ho fatto parte del comitato che si costituì nel 2007 per il recupero della colonia – spiega Iolanda – poco tempo fa ho ritrovato un’ampia documentazione del lavoro svolto in quegli anni fino al 2015 e vorrei fare in modo che i nostri concittadini venissero informati riguardo a tutto quel lavoro. È stato un bel periodo, assieme agli altri membri del comitato ci trovavamo presso la sede del Nodo ed abbiamo organizzato numerose iniziative come la passeggiata pubblica con visita alla struttura nel marzo del 2011 che riscosse un grande successo; in ogni fase abbiamo sempre ribadito la necessità di mantenere la proprietà pubblica della colonia, posizione che abbiamo condiviso con le varie amministrazioni cittadine ed in particolare con quella guidata da Eleonora Baldi che più volte ricordò come il suo impegno andasse proprio in questa direzione tanto che se avesse cambiato idea avremmo dovuto evidenziarlo e ricordarlo pubblicamente con forza».

Il carteggio è ricco e corposo, pagine e pagine di verbali, lettere, richieste, nelle quali il comitato non manca di citare e ricordare anche delibere comunali realizzate nel periodo di attività del gruppo tutte incentrate sul recupero e sul mantenimento pubblico dell’area. Come ad esempio la deliberazione della giunta comunale n° 200 del 24 settembre 2009 avente come oggetto “Progetto per il recupero della colonia marina, centro polifunzionale per attività sociali, culturali e di interesse collettivo – approvazione progetto preliminare”; o ancora la deliberazione n° 258 del 26 novembre 2009 sul percorso partecipativo per decidere le finalità di utilizzo della colonia riassunto poi nella pubblicazione del novembre 2011 “La casa sul mare”. «In sintesi tutto il nostro percorso e tutti i contributi arrivati al comitato in quegli anni hanno come punto centrale la proprietà pubblica della colonia – continua Raspollini – bisogna cercare di salvare questa struttura così importante, il carteggio che ho recuperato è stato inviato ad alcuni dei componenti di allora del comitato per cercare di stimolare nuovamente quel movimento e non sprecare tutto quel lavoro. La documentazione inoltre è stata inviata anche all’assessore Francesco Ciompi, che ha proprio la delega sull’ex colonia, e al sindaco Andrea Benini che, avendo ritenuto interessante il ritrovamento, si sono dichiarati disponibili a riprendere l’annosa questione del recupero dell’edificio che versa in preoccupanti condizioni».

La battaglia di Iolanda, insomma, continua anche adesso. Riprendendo quel percorso interrotto ormai sei anni fa ma che nessuno ha mai voluto davvero abbandonare. —

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