Sicurezza
Muore all’improvviso poliziotto e volontario
Una rara forma di tumore si è portata via Roberto Furiassi, 56 anni, da una vita in servizio al commissariato di Piombino
follonica. Sui social, la notizia l’hanno data i volontari della Croce rossa di Follonica, dove prestava servizio nel tempo libero. E su Instagram il figlio gli ha dedicato le ultime, commoventi parole. Ma in commissariato a Piombino, dove lavorava da oltre trent’anni, lo sapevano già e da ieri mattina sono in molti a piangere la scomparsa del sovrintendente Roberto Furiassi.
Quest’anno avrebbe compiuto 56 anni, ma una malattia fulminante se lo è portato via a tradimento. I medici parlano di una rara forma di tumore che gli aveva aggredito praticamente tutti gli organi.
Furiassi si era sentito male la sera del 28 dicembre, a casa sua, a Follonica. Era svenuto. La moglie aveva lanciato l’allarme e Furiassi era stato trasportato d’urgenza con l’ambulanza all’ospedale di Massa Marittima.
Le sue condizioni però erano continuate a peggiorare e quindi era stato disposto il trasferimento a Siena, alle Scotte. Ancora una volta in ambulanza perché, a causa del forte vento, l’elisoccorso Pegaso non era potuto decollare. La Tac e gli altri esami avevano rivelato la grave forma di malattia che lo aveva colpito.
Eppure a Siena sembrava essersi ripreso, tanto che continuava a rispondere al telefono sia alla famiglia che ai colleghi. Anche il 31, per gli auguri di buon anno. «Mi stanno rovesciando come un calzino» aveva detto a un collega, trovando anche la forza di scherzarci su.
Ma a nulla sono valse le terapie. L’uomo è deceduto ieri mattina nelle prime ore. Lascia la moglie Fiorenza Monaci, sposata in seconde nozze, e due ragazzi: il figlio più grande della donna e quello più piccolo avuto con lei.
Furiassi era nato in Svizzera, a Baden, ma aveva sempre vissuto a Follonica con la famiglia.
Si era arruolato nella polizia nel 1987, ventiduenne, ed era arrivato a Piombino l’anno successivo. Ha sempre prestato servizio nella nostra città, per oltre vent’anni tra la squadra volante e l’anticrimine.
Poi, quattro anni fa, era stato assegnato all’ufficio frontiera marittima, al porto. Da assistente capo, gli era stato riconosciuto il grado di sovrintendente e questo per lui era grande motivo di orgoglio. Aveva anche maturato gli anni per andare in pensione, ma non ha avuto neanche il tempo di decidere se istruire o meno le pratiche.
«Era una persona perbene e un bravo poliziotto – così lo ricorda un collega del commissariato di via Ferrer – Un uomo davvero leale, sincero. Una persona molto schietta. Sapeva fare il proprio lavoro e non aveva peli sulla lingua: se doveva dire qualcosa, lo diceva».
Uno che non si tirava indietro per dare una mano al prossimo, se è vero che in pochi erano al corrente del suo stesso impegno con la Croce rossa. Quelle persone insomma che fanno per il gusto di fare, donano per il piacere di donare, senza per questo voler apparire.
Era anche cintura nera di aikido, anche se le arti marziali le aveva un po’ accantonate con l’incedere dell’età. Una passione che invece non aveva mai perso era quella per la Fiorentina.
«Quella era davvero la sua grande passione – dice ancora il collega – come poteva, andava a vedere le partite al Franchi ma soprattutto non si perdeva mai l’appuntamento estivo con il ritiro della squadra viola. Era sempre andato a seguire la preparazione della squadra tranne quest’anno, a causa delle restrizioni dovute al Covid».
Il suo cuore viola lo conoscevano anche alla Croce rossa di Follonica: Roberto era stato un volontario negli anni Novanta e - dopo un lungo stop - aveva ripreso a svolgere i servizi nell’associazione da poco più di un anno. «La scorsa estate aveva fatto l’orientatore sulla spiaggia, per far sì che non ci fossero assembramenti - dicono alla Cri - e aveva dato una mano a portare i pacchi alimentari alle famiglie in quarantena. Era un uomo allegro, sempre con la battuta pronta, ci mancherà moltissimo».
Il presidente Vincenzo Errico, il consiglio direttivo e tutti i volontari si sono stretti attorno alla famiglia del loro volontario: da ieri mattina, le bandiere della Cri sono a mezz’asta in segno di lutto.
Da Siena, oggi la salma verrà trasferita a Follonica, nella sala del commiato dell’impresa funebre Vanni, Terramoccia e Tosi. I funerali sono fissati nella chiesa di San Leopoldo, domani alle 9.15. Poi ci sarà la cremazione, a Grosseto.
«Voglio ricordarti così, questo sarà il viaggio più lungo della tua vita, sarai forte anche lassù ne sono sicuro. Ciao babbo». Le parole del figlio lo avrebbero reso fiero. —
Alessandro De Gregorio
Francesca Gori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
