Gioco
A distanza di 77 anni dalla strage fascista si inaugurerà la Casa della memoria al futuro
L’ex scuolina di Maiano Lavacchio diventerà un centro studi Il direttore dell’Isgrec: «Lavori quasi finiti, il 22 marzo la cerimonia»
la nostra storia
Francesca Ferri
Sono passati quasi quattro anni da quel primo annuncio, arrivato durante un convegno al Polo Universitario di Grosseto.
L’ex scuolina di Maiano Lavacchio, nel comune di Magliano in Toscana, a due passi dall’edificio dove il 22 marzo 1944 i fascisti fucilarono undici ragazzi, passati alla storia come i Martiri d’Istia, sarebbe diventata un luogo di memoria, di studio, di ricerca storica e di ospitalità per studenti da tutta Europa, sotto l’egida dell’Isgrec, l’Istituto grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea.
Quattro anni dopo quel sogno, quell’utopia, sta per diventare realtà. Dopo alcune iniziative all’indomani della concessione all’Isgrec della struttura – fra queste il laboratorio con gli studenti delle superiori grossetane e l’artista tedesco Roman Kroke – e i lavori, il 22 marzo, in occasione del 77° anniversario della strage, sarà inaugurata la Casa della memoria al futuro, il nuovo spazio culturale nato da quei muri e da quella tragica vicenda.
«Tra poche settimane i lavori, ancora in corso, ci consegneranno il completo recupero dell’ex scuola. E a questo punto potremo anche smettere di chiamarla “ex scuolina” e chiamarla “Casa della memoria al futuro”», dice Loriano Valentini, direttore dell’Isgrec.
Nel cortile della scuola c’è ancora la betoniera usata dagli operai, gli attrezzi e le tracce dei lavori, eseguiti sotto la direzione di Alba Lamacchia. Mancano ancora alcune sistemazioni esterne, gli infissi – che arriveranno a febbraio – e il completamento degli interni.
Ma il grosso è fatto e sul calendario si può già segnare la data del 22 marzo. A quel punto sarà realtà il progetto, immaginato, voluto e avviato dall’ex direttrice, Luciana Rocchi, e realizzato con il prezioso contributo dell’architetto Edoardo Milesi, che ha regalato il progetto di recupero dell’edificio, dandogli una nuova identità.
Non è stata impresa facile trovare gli oltre 80mila euro necessari ai lavori.
«Di questa cifra – spiega ancora Valentini – 60-62mila euro li abbiamo avuti di liquidità. La Regione ha finanziato il progetto per 40mila euro, grazie alla legge regionale 21 del 2010 che prevede finanziamenti per il recupero di edifici da destinare alla promozione culturale e che abbiamo usato nel 2019. Il resto sono stati donati da associazioni, sindacati e cittadini. Altri 20-25mila euro sono arrivati sotto forma di lavori donati o eseguiti con sconti dalle imprese che hanno voluto così partecipare all’iniziativa. A loro e al rendiconto delle spese dedicheremo una conferenza stampa più avanti».
La scuola, costruita negli anni Sessanta per i bambini delle campagne circostanti, è stata trasformata dall’architetto Milesi in uno spazio polifunzionale, con la foresteria per ospitare studenti e ricercatori, una grande cucina-biblioteca, spazi per studio e incontri, e avrà all’esterno uno spazio dove fare proiezioni, incontri, piccoli concerti.
La pandemia da Covid-19, poi, ha rallentato ulteriormente i tempi.
«Abbiamo perso nove mesi, tra lockdown e la questione della sede dell’Isgrec a Grosseto», dice ancora Valentini, riferendosi alla chiusura forzata del Poderino di via de’ Barberi, dopo un esposto anonimo sulla inagibilità della sede, vicenda che pare avviarsi a soluzione dopo l’intervento della Regione Toscana, che ha finanziato parte dei lavori per sanare i locali.
«Ora – prosegue Valentini tornando sulla Casa della memoria al futuro di Maiano Lavacchio – dobbiamo mettere a punto oltre il progetto culturale e le forme di gestione; nel tempo vorremmo dare alla Casa della memoria al futuro una struttura organizzativa più solida e spero che anche lì si potrà attingere all’esperienza del volontariato».
E mentre il cantiere edile si avvia a chiusura, se ne apre un altro, di idee e azioni.
«A fine gennaio – annuncia Valentini – faremo un percorso partecipativo per due operazioni. Da un lato vogliamo attrarre su questo progetto un po’ di competenze, dall’artista al ricercatore. Dall’altro vogliamo attrarre l’attenzione della comunità grossetana sulla Casa della memoria al futuro, cercando di darle una dimensione nazionale ed europea entrando in rapporto con l’associazione Paesaggi della memoria, la rete di musei e luoghi di memoria dell’antifascismo, della deportazione, della Seconda guerra mondiale, della Resistenza e della Liberazione, dove ci sono da Sant’Anna di Stazzema ai fratelli Cervi». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
