Il Tirreno

Grosseto

dopo la sentenza 

La giunta spera in una soluzione «amichevole» per Cala Galera

A.C.

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monte argentario. «Auspichiamo che si possa risolvere tutto con un accordo amichevole». Su Cala Galera il sindaco Franco Borghini cerca la mediazione, distendendo i rapporti con la società che gestisce il porto turistico. Dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato – che ha respinto il ricorso del Comune dando seguito alla precedente decisione del Tar e, di fatto, confermando la validità della “rideterminazione” (e, quindi, non “proroga”) della concessione demaniale del porto argentarino, che andrà dunque a scadenza nel 2050 – adesso il Comune punta a contenere i danni.

«I nostri avvocati devono ancora relazionarci sull’interpretazione della delibera – spiega il sindaco – e suggeriranno quelli che saranno, secondo loro, i successivi passi da fare se ci saranno. Che potrebbero essere una ridiscussione al Consiglio di Stato o in Cassazione, ma auspico che con Cala Galera si possa trovare un ragionevole accordo nel comune interesse. Abbiamo infatti di nuovo instaurato ottimi rapporti con la società, siamo con la mano distesa. Cala Galera nell’immediatezza del provvedimento aveva fatto delle richieste di risarcimento che il nostro legale ritiene che non abbiano nessun peso e nessun pericolo per il Comune. Non c’è una cifra, sono generiche. Ma sono fiducioso che con la Marina tutto si possa definire con un amichevole accordo».

Sarebbe quasi un colpo di scena, visto l’andamento della questione sin dall’inizio del mandato amministrativo. Un percorso, quello della concessione del porto di Cala Galera, che negli ultimi anni è stato infatti piuttosto tortuoso: dal maggio 2017, quando l’amministrazione era guidata da Arturo Cerulli, che accolse la domanda di rideterminazione del termine della concessione rifissandola al 18 giugno 2050, si passò alla determinazione dirigenziale avvenuta sotto la guida della nuova amministrazione guidata da Borghini, che il 26 novembre 2018 riteneva «l’atto suppletivo illegittimo, avendo esso rideterminato la durata della concessione demaniale in carenza dei necessari presupposti e che l’interesse pubblico concreto e attuale al suo annullamento prevalga sull’interesse del privato». Provvedimento poi impugnato da Marina Cala Galera Circolo Nautico spa davanti al Tribunale amministrativo regionale per la Toscana che, il 10 luglio 2019, aveva accolto il ricorso sulla violazione da parte del Comune del termine di diciotto mesi per procedere all’annullamento d’ufficio dell’atto di rideterminazione della concessione demaniale marittima. Per passare, poi, alla nuova e ultima sentenza del Consiglio di Stato, al quale il Comune si è appellato, che ha dato invece ragione alla Marina. —

A.C.

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