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Grosseto

Dosi già finite e prenotazioni chiuse Draoli: «L’Ordine non è stato coinvolto»

Francesca Gori
Dosi già finite e prenotazioni chiuse Draoli: «L’Ordine non è stato coinvolto»

Avvio tra le polemiche: alcuni operatori del 118 e del territorio non hanno potuto accedere al portale per mettersi in lista 

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il caso

Francesca Gori

Le dosi dei vaccini sono finite ma domani dovrebbe arrivare una nuova fornitura. Chi ha già la prenotazione per essere vaccinato, fino all’8 gennaio, sarà coperto. Domani, quando l’Asl avrà a disposizione le nuove dosi, potrà comunicare se riaprire o meno il portale sul quale il personale dell’ospedale e dei servizi territoriali in questi giorni si sta registrando. Medici, infermieri e operatori sanitari già in lista per essere vaccinati sono 436: 376 a Grosseto, 30 a Pitigliano e altrettanti a Castel del Piano.

Da domani, poi, il sistema di prenotazione avrebbe permesso anche ai medici e agli infermieri che prestano servizio al 118 e nelle Usca di potersi iscrivere per prenotare così la prima dose del vaccino. Avrebbero, ma dovranno aspettare mercoledì, sperando che la Befana porti altre dosi: chi ha infatti provato a registrarsi ieri nel portale ha ricevuto un messaggio che avrebbe preferito non leggere: «Abbiamo appena raggiunto il numero di dosi disponibili. Non appena verrà consegnato un nuovo stock, il sistema di prenotazione verrà riaperto. Ad oggi la data presunta è il 6 gennaio».

La comunicazione è arrivata ieri, in tarda mattinata dopo che gli operatori del 118 e quelli che svolgono il servizio territoriale erano riusciti a venire a capo di una questione che da domenica scorsa aveva provocato qualche malumore nel personale: oltre alla scelta dell’Asl di procedere con l’estrazione delle prime 45 dosi arrivate a Grosseto tra i dipendenti, senza tenere conto di chi di fatto lavora in prima linea e di chi invece non ha contatti con le persone contagiate dal Covid-19, l’Asl aveva dato la priorità per la vaccinazione al personale ospedaliero. Escludendo, di fatto, medici e infermieri che comunque lavorano a contatto con pazienti potenzialmente positivi: quelli che sono al 118 e quelli che si occupano dei servizi territoriali. Sindacati e ordini professionali avevano raccolto, nei giorni scorsi, i mugugni dei dipendenti. «C’era stato un problema di comunicazione – spiega Marco Marrocco del Nursing Up – perché il vaccino viene garantito ovviamente a tutti ma nel portale per la prenotazione venivano fatti registrare soltanto coloro che accedevano come ospedalieri, lasciando fuori quindi chi è registrato come territoriale».

Il malumore aveva cominciato a serpeggiare quando, ad esempio al 118, c’era chi aveva potuto prenotare e chi invece non aveva avuto accesso nemmeno alla lista, nonostante si trattasse di due infermieri che svolgono lo stesso servizio.

L’Asl è riuscita a risolvere questo problema e da domani, sia il personale ospedaliero che quello che lavora sul territorio, avrebbe avuto accesso alla stessa lista mentre per le prenotazioni riservate agli amministrativi, si deve aspettare il 13 gennaio.

Ieri però, è arrivata la comunicazione dello stop alle prenotazioni che saranno riaperte – spiega l’Asl – appena arriveranno le nuove dosi di vaccino. I tempi dovrebbero essere rapidissimi: probabilmente già domani.

Il personale medico, infermieristico e socio-sanitario che lavora nei reparti Covid e nelle Usca sono stati vaccinati anche il giorno di capodanno e ieri. Una campagna partita con qualche difficoltà che, ad esempio, non ha coinvolto gli ordini professionali, come quello degli infermieri: in altre Asl, i presidenti sono stati vaccinati subito, per sensibilizzare i colleghi a fare altrettanto. «Noi ordini siamo qua per aiutare, per dare una mano – dice Nicola Draoli, presidente dell’Opi – e lo dimostra il fatto che i nostri iscritti si siano risentiti molto quando per loro non è stato possibile iscriversi al portale: segno che nessuno sia contrario alla vaccinazione e che nessuno si tira indietro». Draoli, pochi giorni fa, si era candidato a vaccinarsi subito. «Il nostro messaggio è quello di vaccinarsi senza se e senza ma, riponendo piena fiducia nella scienza, per dovere deontologico ma anche per dovere etico e morale e per rispetto verso tutto quello che abbiamo vissuto – aggiunge – Ad oggi sappiamo che l’adesione in questa prima fase è stata molto alta tra gli infermieri».

Ci sono però dei problemi da risolvere subito e da anticipare, secondo il presidente degli infermieri. «Questa campagna vaccinale richiede un attento processo comunicativo e di sensibilizzazione – dice – Prendiamo ad esempio atto che nonostante il supporto dato da questo Ordine, anche pubblicamente, non siamo mai stati interpellati in nessun processo né coinvolti in nessun modo».

Fuori dalla vaccinazione sono rimasti per il momento i medici e gli infermieri liberi professionisti o che lavorano in ambito privato. «Su questo versante abbiamo già scritto alla Regione – dice Draoli – Adesso in questa prima tranche di vaccinati viene scelto, di dare precedenza ad un generico chi sta “in prima linea”. Sicuramente pensiamo a chi lavora a contatto con i positivi, quindi le Usca o i reparti Covid. Ma chi sa di essere a contatto con positivi accertati e diagnosticati in realtà ha dei livelli di sicurezza e protezione che sono maggiori di chi presta assistenza nell’incertezza di chi ha davanti e nemmeno si ragiona in termini di personalizzazione dei destinatari». Comunicazione: è questo il concetto chiave del ragionamento di Draoli. «Anche per rassicurare i colleghi che hanno espresso dubbi – dice – come quelli che hanno contratto il virus o quelli che soffrono di altre patologie. L’Ordine è a disposizione per tutti». —

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