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Area ex Aeronautica di interesse pubblico «Sì a campi sportivi, no alle abitazioni»

Andrea Capitani
Area ex Aeronautica di interesse pubblico «Sì a campi sportivi, no alle abitazioni»

Il sindaco Borghini illustra le previsioni del Piano operativo Dovrà ricominciare da capo la trattativa con i militari

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PORTO SANTO STEFANO. L’area ex Aeronautica sarà classificata di interesse pubblico nel prossimo Piano operativo. Ma toccherà poi alle prossime amministrazioni rivalutarla.

Nell’ex 64° Deposito, area militare dismessa da qualche anno, poco o nulla è cambiato, almeno a livello estetico. A Porto Santo Stefano si estende un territorio che, se debitamente utilizzato, potrebbe dare nuove prospettive al paese. Ma, ad oggi, tutto è legato alle trame della burocrazia. L’iter di elaborazione del piano strutturale e del piano operativo – in sostanza il regolamento urbanistico – va però avanti. Sarà un procedimento di non immediata realizzazione che, al suo termine, prevede che il terreno sia destinato ad aree di pubblico interesse. Nel frattempo, però, è cambiata la task force dell’ente militare: il prossimo incontro tra questa e il Comune è previsto per la fine delle festività natalizie. «Sull’Aeronautica c’è un aggiornamento – annuncia il sindaco Franco Borghini – Noi avevamo scritto loro che c’era da rivedere la convenzione perché ritenevamo che fosse ingiusto che la bonifica fosse a carico del Comune, sicuri che invece spetti a chi ha sporcato il terreno e non a chi deve sostituirsi nel gestirlo. La task force dell’Aeronautica interessata a gestire la cosa si è chiamata fuori, non avvertendoci di questo e neanche dandoci informazioni di chi fosse il nuovo referente. Era presieduta dal generale Gambardella, incaricato dal Ministero per la gestione dei siti militari dismessi. Ma hanno detto che non è più compito loro. Quindi abbiamo dovuto individuare all’interno della struttura militare il nuovo referente. Per fare questo mi sono rivolto al ministro della Difesa, che mi ha contattato recentemente e siamo rimasti d’accordo che ci vedremo dopo le festività, con l’obiettivo di trovare insieme una soluzione. Nel frattempo, abbiamo fatto delle indagini molto approfondite con dei tecnici esterni. È venuto fuori che il terreno che era stato dato negli anni ’30 in donazione al Comune dal “legato Vivarelli” è ancora di proprietà dell’ente. Di conseguenza, l’Aeronautica militare non ne è mai stata proprietaria e ne ha sempre usufruito con decretazioni di servitù militare della durata di cinque anni. L’ultima di queste risale al 1985, con durata fino al 1990».

Quindi l’Aeronautica stava dando indietro quello che in realtà era già del Comune? «Esatto – puntualizza Borghini – La parte dopo il secondo cancello, che non era invece di proprietà del Comune, riteniamo che l’Aeronautica debba dimostrare che sia sua, quindi nel tavolo che apriremo bisognerà chiarire come stanno le cose. Inoltre, ho detto all’Aeronautica che gli impegni che il mio predecessore aveva preso per me sono ancora validi. Mi riferisco al dare per 90 anni degli spazi dove poter costruire delle loro attività (da un’interrogazione parlamentare era venuto fuori che serviranno per fare un luogo per le vacanze ai reduci per le attività militari all’estero, ndr). Confermiamo il tutto, ma rispetto a quella convenzione ho chiesto che sia modificato che la bonifica non sarà a carico dell’amministrazione. Mi si dice che in gran parte l’Aeronautica aveva già proceduto a fare delle bonifiche. Io prendo per buono questo, ma chiedo che producano una regolare documentazione e certificazione dell’Arpat che testimonia che la bonifica sia già avvenuta».

E l’area sarà di interesse pubblico. «Così sarà stabilito nel piano strutturale – conclude Borghini – Le future amministrazioni potranno decidere di farci qualsiasi cosa, purché sia appunto di interesse pubblico. Ad esempio campi sportivi, palazzetti, giardini. O anche negozi di interesse pubblico costruiti dal Comune. Abbiamo escluso categoricamente iniziative di carattere privato, come le abitazioni». –



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