Sicurezza
Addio a Dino Dini storico presidente della società Sauro Aveva 79 anni
GROSSETO. Se n’è andato ieri mattina quasi all’improvviso, Dino Dini, storico dirigente e anche presidente del Sauro Calcio a cavallo tra gli anni 60 e 80. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo mese di marzo, ma un male ormai incurabile se lo è portato via prima.
Quasi increduli i suoi tanti ormai ex giocatori, perché in molti lo avevano ancora incontrato di recente. Toccante la testimonianza di Cristiano Scalabrelli, mancianese ed ex portiere anche della Fiorentina e oggi preparatore dei portieri della Spal: «Se sono arrivato dove sono, lo devo soltanto a lui che mi ha permesso di realizzare il mio sogno di diventare un calciatore di un certo livello. Ha sempre creduto in me, sin da quando mi portò al Sauro che avevo solo 13 anni. Mi ha sempre trattato come il figlio che non aveva e anche se da lontano, ci siamo sempre tenuti in contatto con affetto. Oggi è veramente una giornata triste per me, anche perché non riuscirò a tornare a Grosseto prima del 6 gennaio, dal momento che lunedì giochiamo a Frosinone. Quando mi ha chiamato sua sorella, Bruna, per comunicarmi la notizia, mi sono ripassati davanti agli occhi tutti quei momenti felici al campo di via Adda».
Dini che lavorava nell’edilizia, entrò nel consiglio direttivo del Sauro già nel 1966, per diventarne poi presidente 10 anni più tardi. Poi la parentesi a Manciano a inizio degli anni 90, dove pure fu presidente per poco più di un anno di quella squadra che allora giocava nel campionato di Promozione.
Ma il nome di Dino Dini resta e resterà sempre legato indissolubilmente a quel Sauro che tanti giocatori seppe sfornare in tempi in cui il calcio era veramente una passione. Un nome legato anche a quello del suo storico vice e grande amico, Alfio Culicchi, anche lui ormai scomparso da molti anni. Tra gli aneddoti di quelle meravigliose annate rossonere, anche il ricordo di una partita di campionato in cui Dini si trasformò da dirigente a giocatore. Si parla di un episodio del 1974 e di una trasferta a Vignale Riotorto: la squadra rossonera era formata da soli dieci giocatori e Dini scese in campo, con la maglia numero 11, tra l’altro segnando una rete.
Dini prese anche il patentino da allenatore, tanta era la sua passione per il calcio e chi ha frequentato il campo sportivo di via Adda in quegli anni, lo ricorderà certamente sempre presente e vicino ai tanti giovani calciatori e alle loro necessità. Lascia due sorelle e un fratello, a tutti loro vanno le condoglianze de Il Tirreno. I funerali si svolgeranno domani. — Paolo Franzò
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