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La Lega: «Hotel David, operazione sfavorevole e dannosa per il Comune»

En. G.
La Lega: «Hotel David, operazione sfavorevole e dannosa per il Comune»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L’ultimo consiglio comunale a Castiglione della Pescaia, del 30 dicembre, si è concluso anzitempo: problemi alla linea internet hanno fatto saltare in conclusione la seduta, mentre si stava dibattendo su alcuni punti importanti, come le delibere sul porto di Punta Ala e sull’Hotel David.

I vertici della Lega (che non ha membri nel consiglio di Castiglione), il deputato Mario Lolini e il consigliere regionale Andrea Ulmi, hanno comunque espresso il loro parere sulla vicenda, soprattutto politico, ricordando i tanti passaggi che questi progetti si portano dietro da molto tempo, e che sono stati oggetto di tante battaglie nelle sedute di consigli comunali. «L’amministrazione castiglionese a guida Pd, sconfessa anni di azione politica, provando a dare la colpa agli avversari per giustificare le proprie, attuali scelte – scrivono Lolini e Ulmi – Da un lato si registra la mancata votazione, ci risulta per ragioni tecniche collegate al sistema telematico con cui si svolgeva il consiglio, dell’annunciata delibera sull’ampliamento del porto di Punta Ala, giustificata dal fatto che la stessa era stata richiesta dalla Società Marina di Punta Ala e che, comunque, il procedimento era iniziato con la giunta di centrodestra. Come a dire: la colpa è vostra e non nostra».

Sull’Hotel David invece, con la struttura in cima alla collina di Poggio d’Oro che dal regolamento urbanistico del 2015 ha come destinazione di residenza destinata a Cav, case albergo vacanze, Lolini e Ulmi affermano che la delibera è stata votata da una parte della maggioranza: «La decisione presa dall’amministrazione di Castiglione della Pescaia – precisano sempre Lolini e Ulmi – è sfavorevole e anche dannosa per il Comune. Quando se ne parlò ai tempi della giunta di centrodestra guidata da Monica Faenzi (il progetto di ristrutturazione si bloccò con vari ricorsi), il centrosinistra si oppose alla proposta di cambio di destinazione d’uso. Oggi invece lo prevede con una delibera. All’epoca l’introito per l’amministrazione comunale sarebbe stato di 2 milioni e 200 mila euro, mentre con quella adottata ora è di un milione e 200 mila euro».

Molte le domande che si pongono Ulmi e Lolini: «Quale è il vantaggio per Castiglione e per i castiglionesi di questa operazione? Soprattutto sono sospette le tempistiche – scrivono ancora i due politici della Lega – come quella di portare la delibera in consiglio il 30 dicembre. Non è che la si voleva far passare sotto traccia e nel silenzio?».

La chiusura di Lolini e Ulmi è un atto forte nei confronti degli amministratori municipali di Castiglione della Pescaia: «Il Pd all’epoca chiese a gran voce le dimissioni della giunta di centrodestra. E oggi a maggior ragione, siamo noi a chiedere quelle del, comunque ancora per poco, sindaco Giancarlo Farnetani». –

En. G.

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