La manifestazione
«La clamorosa gaffe delle pratiche scomparse»
Il consigliere Cerulli all’attacco del sindaco: «Ha letto le risposte sbagliate e il punto è stato ritirato dal consiglio comunale»
Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. «Gaffe clamorosa del sindaco sulle pratiche scomparse». Il consiglio comunale di mercoledì ha lasciato alcuni strascichi polemici. Tra questi, dice la sua il consigliere Arturo Cerulli sulle “famose” pratiche scomparse.
«Il sindaco al suo insediamento dichiarò che in Comune c’erano dei documenti scomparsi – ha detto Cerulli – Un argomento emerso in seguito al cambiamento delle chiavi del palazzo comunale, che io reputo brutto perché le chiavi si cambiano dopo che in casa sono passati i ladri. Chiavi cambiate perché sono spariti i documenti, ma era una bufala di dimensioni mostruose. Erano 431 pratiche di condono, che non erano scomparse ma date semplicemente a tecnici esterni per essere istruite. Cosa più facile da fare se i tecnici possono portarsi il lavoro a casa. Quindi non erano sparite». Da qui l’interrogazione portata in consiglio. «Prima di rispondere alle nostre domande avevo suggerito di non leggere le risposte ma di andare a braccio – analizza Cerulli - Il sindaco invece ha iniziato a rispondere alle nostre domande, ma ha compiuto una gaffe clamorosa: leggendo su un foglio stava rispondendo a un altro punto che non era neanche in programma, quindi abbiamo deciso di ritirarlo. Una gaffe che dimostra la pochezza di questo sindaco. Adesso riporteremo lo stesso punto al prossimo consiglio». «Il 28 giugno 2018 – ricorda Cerulli – nel primo consiglio il sindaco parlò di pratiche e documenti scomparsi dagli uffici. Il 17 luglio 2018 presentammo un’interpellanza per conoscere quali e quanti documenti fossero scomparsi e che provvedimenti fossero stati presi. Visto che, nel corso del consiglio comunale del 30 luglio 2018, rispondendo all’interrogazione era stato chiarito che i documenti a cui si era riferito non erano scomparsi, ma solo consegnati a dei tecnici esterni per la risoluzione delle pratiche. E, per stessa affermazione del sindaco, il 30 luglio 2018 tutte le 431 pratiche erano già tornate in possesso degli uffici. Sempre per affermazione del sindaco, c’erano altri approfondimenti per stabilire eventuali specifiche di responsabilità da portare all’identificazione di reati per cui sarebbe stata necessaria la segnalazione agli uffici preposti. Chiediamo l’elenco completo delle 431 pratiche, se ad oggi sono state completamente evase, e se e quali di queste sono andate a buon fine. Se a seguito degli approfondimenti che si intendevano fare si sono rilevati casi particolari che hanno portato all’avvio e la segnalazione degli atti agli organi competenti». —
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