Lutto
Il molo di Porto Ercole è un’opera urgente ma ancora “in alto mare”
MONTE ARGENTARIO. Il progetto è ancora “in alto mare” (per usare un’immagine pertinente all’argomento), ma l’allungamento del molo di Porto Ercole è un’opera urgente e necessaria.
Le mareggiate di libeccio degli ultimi giorni, nonostante non abbiano recato danni al porto che subisce invece i venti di scirocco, non hanno fatto altro che dimostrare quanto ci sia bisogno di un rafforzamento per proteggere il paese dalla forza del mare.
L’opera, nonostante gli ultimi danni si siano verificati già oltre due anni fa, non è però ancora partita.
A spiegare i motivi è il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini, rispondendo anche alle richieste di chiarimenti del consigliere di minoranza Luigi Scotto.
«Diciamo che il Comune di Monte Argentario non ha nessun obbligo sulla questione del molo di Porto Ercole – puntualizza il primo cittadino – Gestisce le assegnazioni e le concessioni per delega della Regione Toscana e il porto è di proprietà dello Stato, che lo attribuisce di conseguenza all’ente regionale. Le opere infrastrutturali da eseguire all’interno del porto di Porto Ercole devono quindi essere eseguite a carico dello Stato e della Regione, non a carico del Comune».
Dopo la mareggiata del 28 ottobre 2018, continua il primo cittadino, «il Comune ha comunque ravvisato la necessità che questi lavori di protezione venissero fatti con urgenza, dunque mi sono recato in Regione Toscana per portare avanti questa causa. In quell’occasione la Regione ha suggerito che per agevolare i tempi sarebbe stata gradita una disponibilità del Comune di Monte Argentario a fare suo l’onere di progettazione».
Il Comune stesso, continua il sindaco Borghini, «haquindi accettato nello spirito di contribuire ad accelerare i tempi, dando incarico all’ingegner Pittori di eseguire la progettazione, cosa che ha fatto scegliendo di fare il molo con la struttura a cassonetti e non a sassi, perché costerebbe meno e si farebbe prima».
Quando il progetto è stato portato in conferenza di servizi, la Sovrintendenza di Siena ha però bocciato il progetto, «dicendo che per chi viene dal mare sarebbe brutto vedere questo molo di cemento».
Adesso – aggiunge Borghini – «l’ingegnere sta modificando il progetto: il molo andrà rivestito con un muro a faccia vista. In questo modo si vedrà un muro di sassi, che produrrà un costo ulteriore che non dovrà essere sostenuto dal Comune, visto che l’onere finisce alla consegna del progetto. Poi lo Stato e la Regione devono finanziare e appaltare le opere».
Il Comune quindi ha fatto «di più» di quello che avrebbe dovuto fare prendendosi carico della redazione del progetto, spiega ancora il primo cittadino.
Che aggiunge: «È un’opera urgente, altrimenti non avremmo fatto questa procedura».
Ma il rischio delle mareggiate - sempre in agguato in questa fase invernale, ha reso necessario pure un altro intervento. «Ho provveduto anche a sistemare la catenaria della nautica sociale nella zona della ex Cirio. Non tutte le barche in inverno vengono tirate a secco – dice Borghini – Molte restavano in acqua, con un pericolo maggiore perché lo scirocco batte proprio in quel punto. Quindi per il periodo invernale ho chiesto a chi ha la concessione dei pontili di ospitare, a titolo gratuito, le barche dei residenti che d’estate stanno alla boa e che correrebbero dei grossi rischi. Tutti mi hanno dato la loro disponibilità e quindi tutte le barche sono state attraccate ai pontili», chiude il primo cittadino. —
A.C.
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