Sicurezza
«Ci sembra una ripicca contro le proprietarie Farò da mediatore»
grosseto. E disponibile alla conciliazione si dice anche la presidente del Parco della Maremma, Lucia Venturi.
«Da anni c’è un dialogo con la proprietà Vivarelli Colonna per il passaggio della pista ciclabile Tirrenica – spiega – poi l’accordo si è arenato, un po’ perché il Comune di Magliano ha tirato le cose per le lunghe, e un po’ per alcune richieste specifiche delle proprietarie, ad esempio che la strada fosse accessibile anche ai mezzi agricoli, cosa che per il Parco non è possibile realizzare. Al momento l’accordo è fermo, ma mi auguro che la trattativa possa riprendere».
Ma cosa succede se, invece, non riprendesse? L’unica alternativa sarebbe quella dell’esproprio. Il quale, tuttavia, non solo ha tempi molto lunghi, ma soprattutto viene fatto a prezzi di mercato, mentre con un accordo di donazione l’operazione sarebbe a costo zero per il Parco. «L’esproprio è sempre possibile, anche perché la ciclopista è un’opera inserita tra quelle strategiche dal governo e ce la chiede la Regione. Il mio augurio, tuttavia, è che si possa arrivare a chiudere la trattativa».
Quanto alla vicenda parallela, quella del ricorso al Tar da parte delle Vivarelli Colonna contro la prelazione esercitata dal Parco per ottenere il terreno a Cala di Forno, «non conosco le ragioni per le quali le Vivarelli Colonna hanno presentato ricorso – dice la presidente –. A noi non sono state date motivazioni».
Sul motivo per il quale il Parco vuole acquistare il terreno a Cala di Forno, invece, la presidente Venturi spiega che «non c’è un disegno preciso su cosa farci – spiega Venturi – ma è comunque per garantirne la tutela e per avere una proprietà». Nel frattempo le convenzioni per l’uso da parte dei visitatori del Parco dei percorsi interni alla proprietà Vivarelli Colonna sono sospese. —
F.F.
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