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Un’iniezione di speranza: Luisa prima anziana vaccinata a Grosseto
Dalla struttura intitolata a San Giovanni Battista, infatti, è ripartita ieri pomeriggio la campagna vaccinale, destinata in prima battuta proprio agli ospiti della Rsa, almeno 400 nella zona-distretto che comprende l’area grossetana, l’Amiata e le Colline Metallifere
Piloni. La signora Luisa, 86 anni, ospite della Rsa di Piloni, nel comune di Roccastrada, è la prima anziana ad essere vaccinata contro il Covid in provincia di Grosseto. Dalla struttura intitolata a San Giovanni Battista, infatti, è ripartita ieri pomeriggio la campagna vaccinale, destinata in prima battuta proprio agli ospiti della Rsa, almeno 400 nella zona-distretto che comprende l’area grossetana, l’Amiata e le Colline Metallifere. Nove gli anziani a cui è stato inoculato il farmaco della Pfizer-Biontech, sugli undici previsti, mentre le due dosi rimaste sono state somministrate a due persone che lavorano nella residenza assistenziale.
«Questo è un momento storico, fuori da ogni retorica. Siamo orgogliosi di essere qui oggi e di avere nel nostro comune la prima Rsa in cui viene eseguita la vaccinazione», ha commentato il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, che non ha potuto nascondere una certa emozione mentre attendeva l’arrivo dei vaccini, nell’ennesima lunga giornata che ha segnato un’altra tappa fondamentale nella lotta al coronavirus. «Siamo testimoni di un evento che speriamo serva da monito e da incoraggiamento verso chi è ancora scettico – ha aggiunge – perché vaccinarsi è un atto di responsabilità sociale, necessario per tornare alla normalità».
Accanto al sindaco, ieri a Piloni, c’erano il direttore della zona-distretto, Fabrizio Boldrini, la direttrice dei Servizi sociali della Asl sud est, Lia Simonetti, la direttrice della Rsa, Sonia Palmieri, insieme a Giulio Santi, medico di medicina generale a Sassofortino, che ha in cura alcuni degli anziani, e a Irlanda Pighini, titolare della condotta a Roccastrada e anche lei medico di alcuni ospiti della Rsa.
I vaccini, partiti dall’ospedale di Grosseto, dove erano stati consegnati poco prima di mezzogiorno in 2.340 dosi, sono arrivati intorno alle 16 su un’auto dell’Asl scortata da una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Follonica, agli ordini del tenente colonnello Matteo Orefice, comandante del Nucleo operativo di Grosseto. È stata Manola Pisani, responsabile dell’unità funzionale Cure primarie della zona-distretto, a portare fisicamente il contenitore, accompagnata dall’equipe medico-infermieristica della Unità speciale di continuità assistenziale, cui sono affidate le operazioni nelle Rsa. Il tempo di indossare tute, camici usa e getta, soprascarpe, guanti e mascherine e sono iniziate le vaccinazioni, precedute da diversi adempimenti burocratici che hanno allungato i tempi fino a oltre le 18.
Tutto si è svolto senza intoppi in quella che è stata una sorta di prova generale per gli appuntamenti successivi. Serviva infatti una Rsa con pochi ospiti, in cui fare una verifica dei tempi necessari per le procedure e rodare il sistema, prima di passare a strutture più grandi e con altri livelli di complessità. Quella di Piloni, infatti, è piccola Rsa, aperta nel 1996 per volontà del parroco del posto, don Terzino Tatasciore, in un paese di poche anime al confine tra la provincia di Grosseto e quella di Siena.
«Abbiamo più dipendenti, 16 persone in tutto, che ospiti – scherza la direttrice Sonia Palmieri – siamo una realtà molto ridotta, ma che riveste grande importanza per il paese, dato che dà lavoro alle persone del posto, oltre ad avere un significativo valore sociale per la comunità. Oggi ci sentiamo protagonisti di qualcosa di davvero grande per tutti, non solo per noi e i nostri ospiti». La stessa emozione si legge nelle parole di Lia Simonetti. «La vaccinazione rappresenta un atto di speranza per tutti noi – ha detto – e mi piace immaginare questo momento come una finestra aperta su un nuovo orizzonte, dopo un lungo periodo complicato che ha interessato molte Rsa, dove gli ospiti, in quanto persone fragili, sono stati particolarmente colpiti».
Dunque, guardare avanti e proseguire nel programma di vaccinazioni, che riprende oggi a pieno regime. Peraltro, ogni trasferimento delle fiale dai punti di stoccaggio a quelli di somministrazione sarà scortato dalle forze dell’ordine. Ieri a Piloni c’erano cinque carabinieri insieme al tenente colonnello Orefice che ha voluto essere presente in questa occasione proprio per sottolineare «l’importanza dell’operazione e la massima collaborazione con la Asl, per garantire la sicurezza di chi deve svolgere il delicato lavoro delle vaccinazioni», ha dichiarato. —
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