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L’Isgrec può restare al Poderino ma dovrà pagare 80mila euro di lavori

Francesca Ferri
L’Isgrec può restare al Poderino ma dovrà pagare 80mila euro di lavori

La Provincia concede la sede ma lascia all’istituto l’onere dei lavori di adeguamento dei locali. Verzichelli: «La Regione ci dà oltre 30mila euro, poi spetta alla nostra capacità di raccolta fondi»

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GROSSETO. A nove mesi dai sigilli che l’11 marzo, per la prima volta in 27 anni dalla sua fondazione, hanno chiuso al pubblico la sua biblioteca – la seconda per grandezza a Grosseto – e i suoi uffici, per l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea si apre il primo spiraglio, ancorché con qualche dettaglio – economico – non secondario da chiarire.

Il 22 dicembre l’Isgrec e la Provincia di Grosseto hanno firmato la convenzione che consente all’istituto di continuare a stare per altri nove anni (rinnovabili ad altri nove) al Poderino, l’immobile di proprietà della Provincia in via De’ Barberi 61 alla Cittadella dello studente. Un luogo strategico per l’Istituto che, oltre a vantare collaborazioni con il mondo accademico nazionale e internazionale, è centro di formazione e studio anche per studenti e insegnanti locali.

La firma arriva dopo una lunga diatriba con la Provincia, mesi turbolenti seguiti alla «opaca vicenda» dell’esposto anonimo per segnalare l’inagibilità del Poderino, conosciuta da sempre e mai sanata da parte della Provincia. C’è poi stata la mobilitazione che ha coinvolto cittadini, presidi di scuola e personalità del mondo accademico nazionale e internazionale per non chiudere l’istituto; la miope proposta di trasferire l’istituto in un ufficetto, senza tener conto della biblioteca da 600 metri lineari di libri. E poi le polemiche, le reciproche accuse, le interrogazioni. Il caso è stato perfino presentato alla Camera.

Secondo quanto stabilito nella convenzione – firmata per la Provincia dalla dirigente Silvia Petri, per l’Isgrec dal presidente Luca Verzichelli – l’istituto dovrà rinunciare a utilizzare alcuni spazi, ma potrà avere la sua biblioteca. Dal canto suo la Provincia non chiederà all’Isgrec il canone di affitto – del resto mai chiesto – ma accolla all’istituto le spese, le autorizzazioni e l’esecuzione dei lavori per mettere a norma l’edificio, che essa stessa avrebbe dovuto eseguire da diversi anni, ma non ha mai fatto.

In soldoni, l’istituto dovrà pagare 80mila euro di lavori – a tanto ammontano le spese secondo una recente stima – da farsi in due stralci.Rinforzi, costruzione di un bagno, messa a norma degli impianti e altri interventi. Le opere, poi, entreranno a far parte del patrimonio della Provincia a titolo gratuito. Anche arredi, interventi, manutenzione ordinaria e utenze li pagherà l’Isgrec.

La soluzione trovata tutto sommato è semplice: la Provincia concede all’istituto di restare al Poderino e nulla più: tutto il resto è a carico dell’Isgrec. E visto che l’istituto non è una multinazionale, né ha una cornucopia a disposizione, non è cosa facile. Ma tant’è.

«Le risorse sono e saranno integralmente a carico della nostra capacità di fundraising», dice Verzichelli. Che però appare soddisfatto. La convenzione arriva dopo il passaggio di agosto. In quel momento gli animi si erano distesi e, dato che il nodo erano i soldi da cacciar fuori per fare i lavori – soldi che la Provincia ha dichiarato di non avere o comunque di non poter impiegare per questa causa – Isgrec e Provincia si erano rivolti alla Regione.

La Regione ha accettato di metterci 30mila euro ma poteva erogarli solo se il Poderino tornava nella piena disponibilità dell’istituto. Da qui la firma della convenzione.

Ma dove troverà, l’istituto, tutti questi soldi? Dei 30mila euro della Regione si è già accennato. Per questo impegno Verzichelli, «oltre alle persone dell’Isgrec che vi lavorano con straordinaria abnegazione», ringrazia «la Regione e in particolare gli ex assessori Bugli e Barni, il nuovo assessore Nardini e le due presidenze che si sono alternate, Rossi e Giani». Un ringraziamento anche al prefetto Fabio Marsilio e alla prefetta Cinzia Torraco che lo ha preceduto, «perché hanno dimostrato grande attenzione per il mondo della cultura e della formazione».

In più – spiega Verzichelli – la Regione darà altri finanziamenti «sui quali possiamo operare dei prelievi, ma li deve ancora deliberare sul 2021».

L’istituto può poi contare su alcuni fondi propri, «qualche migliaio di euro – dice Verzichelli – avanzati da vecchi finanziamenti. Questo non esaurisce il budget ma abbiamo coperta la metà e questo ci consente di aprire i lavori all’inizio dell’anno nuovo».

La convenzione stabilisce che entro 30 giorni dalla firma l’Isgrec faccia richiesta al comune per avviare gi interventi. La consegna dei lavori andrà fatta entro i successivi 30 giorni. L’istituto avrà poi sei mesi di tempo per il primo stralcio e altri sei per il secondo. Se i lavori non finiranno entro i termini, l’Isgrec potrà chiedere una proroga «che potrà essere eventualmente concessa», dice la convenzione.

L’obiettivo cardine è riaprire la biblioteca, «il servizio che ci preme di più – dice Verzichelli – e che contiamo di riaprire nella seconda metà del 2021». Nel frattempo, però, dovranno essere trovati circa 40mila euro. «Dopo l’epifania – conclude Verzichelli – cerchiamo di metterci in contatto con la Regione per un uso immediato dei fondi per avviare i lavori. Abbiamo grande voglia di tornare a lavorare in sede (ad oggi sono ospitati in un locale messo a disposizione da Uscita di Sicurezza) e di riaprire la biblioteca. Il 2021 deve essere l’anno della rinascita». —

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