Il Tirreno

Grosseto

«Un’inattesa valanga di affetto manifestato per il nostro Andrea»

Ivana Agostini
«Un’inattesa valanga di affetto manifestato per il nostro Andrea»

Aveva 43 anni, fatali i problemi cardiaci dopo aver contratto il Covid Le comunità di Orbetello e Giardino si sono strette intorno alla famiglia 

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la storia

Andrea Casini, 43 anni, è morto alcune settimane fa al Misericordia di Grosseto. Ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello per problemi cardiaci, aveva contratto il Covid durante il ricovero. Era poi stato trasferito al Misericordia di Grosseto dov’è morto alcuni giorni dopo.

Una scomparsa che ha lasciato nello sgomento la comunità di Orbetello dove Andrea viveva da tempo e dove era molto conosciuto. Casini era originario del Giardino, una località al confine fra Orbetello e Capalbio. Il quarantatreenne, col tempo, ha saputo conquistarsi l’affetto di molti amici che, dopo la sua morte, hanno voluto dare un segno, alla famiglia, dell’affetto che nutrivano per lui. «Siamo rimasti davvero colpiti dall’affetto che ci hanno dimostrato – dice la sorella Simona Casini – Andrea non voleva fiori e così tutti coloro che sono venuti al funerale e coloro che lo conoscevano hanno voluto farci delle donazioni. Abbiamo ricevuto una valanga di affetto che non ci aspettavamo».

Una dimostrazione di vicinanza che ha colpito Simona, la mamma di Andrea e la moglie. «Non potendo ringraziare a uno a uno tutti coloro che ci sono stati vicini abbiamo pensato di dire grazie a tutti in questo modo, attraverso il vostro giornale: a chi ci ha visto crescere al Giardino e ci è voluto stare accanto, agli amici di Orbetello, dello Scalo, di Neghelli. Anche le rappresentanti della scuola dove vanno le bimbe di Andrea, la scuola elementare di Orbetello Scalo, e la media di Neghelli, si sono adoperate per fare una donazione coinvolgendo i genitori dei bambini. Grazie davvero a tutti».

Una gara di affetto e solidarietà che ha fatto sentire la famiglia Casini meno solo nell’affrontare un dolore inaspettato. Andrea, infatti, la sera prima della morte, aveva sentito telefonicamente la famiglia. Stava bene e nulla poteva far pensare che il suo cuore, poche ore dopo, avrebbe smesso di battere. «Mio fratello ha saputo farsi amare da tante persone – conclude Simona – ne abbiamo avuto dimostrazione nell’affetto sincero dimostrato da tante persone a cui vogliamo dire grazie per la loro vicinanza». —

Ivana Agostini

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