La protesta
Parcheggio sotterraneo, un “malore” dietro l’altro nella piazza di spaccio
VIA OBERDAN: IERI INTERVENTO BIS DI 118 E POLIZIA
GROSSETO. Stesso luogo, stessa persona, due richieste di intervento al 118 a distanza di meno di ventiquattro ore l’una dall’altra.
Esattamente come era accaduto nel tardo pomeriggio di martedì, anche ieri poco prima del tramonto è partito l’allarme dalla scalinata che porta al garage sotterraneo del complesso residenziale ex Rama, in via Oberdan: un accesso pubblico che si imbocca dalla bella corte interna del grande condominio, proprio di fronte alla farmacia comunale e a un sempre affollatissimo studio medico. Qualcuno, proprio come il giorno prima, passando per raggiungere il garage ha visto una giovane donna accasciata in terra e in evidente difficoltà e ha chiamato i soccorsi. Proprio come il giorno precedente i primi a intervenire sono stati i medici dello studio che si affaccia sul giardino interno, poi è arrivata l’ambulanza. Ma questa volta anche una pattuglia della polizia.
La giovane, la stessa soccorsa martedì, assistita dagli operatori del 118 per fortuna si è ripresa dopo pochi minuti, ha risalito la scalinata con le sue gambe e poi, in barella, è stata portata nell’ambulanza – della Misericordia – ferma in via Oberdan.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma – su quei gradini, in quel garage e nella zona tra via Oberdan, via Roma e via Damiano Chiesa il problema resta. E la preoccupazione di residenti, esercenti, titolari e dipendenti delle attività circostanti (negozi, studi professionali, uffici) cresce.
Il problema infatti è legato alla fiorentissima attività di spaccio di droga che si consuma in quell’area. Anche in pieno giorno e senza mai aver subito alcun contraccolpo dai vari lockdown. Un’attività che prospera da anni e che peraltro qui si è “moltiplicata” dopo le varie azioni di controllo sulle Mura: i mercanti e i loro clienti, di fatto, si sono in gran parte spostati dai bastioni medicei ai corridoi e agli anfratti del vicino complesso ex Rama: si compra la “roba” e – spesso – la si consuma direttamente in loco, per l’appunto negli accessi al garage. E in quegli angoli bui può capitare di tutto: malori, appunto, o addirittura (è cronaca) violenze di ogni tipo, tra spacciatori e tra spacciatori e clienti.
I blitz delle forze dell’ordine sono stati tanti, nel tempo ma a quanto pare la situazione cambia poco. Così – dice chi vive o lavora in zona – la paura cresce e quello che potrebbe essere un prezioso garage al servizio di tutti diventa sempre più un luogo da cui stare alla larga. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google