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Addio a Gucci, bandiere a mezz’asta Il dolore nel rione: «Fu anima del Palio»
MONTE ARGENTARIO. Bandiere a mezz’asta a Porto Santo Stefano per la scomparsa di Giorgio Gucci. Un personaggio che ha dato tanto al rione Valle, di cui è stato presidente onorario negli anni della storica coppa d’oro del 1991.
Ma anche il Palio Marinaro stesso deve la propria risonanza internazionale a personaggi come lui che, negli anni, ne sono entrati a far parte con entusiasmo.
Gucci, proprietario di una villa alle Scorpacciate, poco dopo aver aperto la boutique e galleria d’arte I Rioni in piazza delle Meraviglie, è diventato una sorta di testimonial del Palio. E l’Ente lo ricorda con affetto. «Erano gli anni’80 quando si avvicinò alla manifestazione – raccontano – e fu amore a prima vista. Il Valle lo nominò presidente onorario, ma lui volle fare qualcosa di più per dare prestigio alla manifestazione nel suo complesso. Nacque così la “Coppa Gucci” che veniva assegnata al rione che vinceva per due anni consecutivi. Oggi l’Ente Palio lo ricorda con il profondo affetto e la gratitudine che si deve ad una persona speciale».
Le bandiere biancocelesti del Valle sono a mezz’asta da ieri, perché Gucci ha lasciato un grandissimo ricordo nel rione. «Ha fatto tantissimo per il Valle e per il Palio – le parole del capitano Luca Landini – Esprimeremo alla famiglia il nostro cordoglio. Lui era innamorato del Valle ma anche di tutto il paese. È stato molto importante per noi, ci ha dato tanto».
E il ricordo arriva anche da un ex capitano come Franco Vespasiani, che con il Valle ha conquistato la storica coppa d’oro del 1991, vincendo tre palii consecutivi assieme proprio a Giorgio Gucci che, in quegli anni, era presidente onorario del rione.
«Siamo stati almeno cinque o sei anni assieme – racconta Vespasiani –. Quando sono stato nominato capitano lui era già presidente onorario dal 1982 e il Valle vinse due palii consecutivi. Poi nel’91 arrivò la coppa d’oro. Gli ho voluto bene come fosse un mio parente, non aveva mai la puzza sotto al naso. Era molto umile e stava bene in compagnia, era semplice come noi e si divertiva tanto. Ed era molto generoso anche in termini di finanziamenti al rione. Insomma, era un innamorato». Vespasiani ricorda anche qualche aneddoto ai tempi delle vittorie. «Una volta volle uscire sul guzzo assieme ai ragazzi – dice – e si mise al timone, ci teneva tantissimo. Invece quando abbiamo vinto la coppa d’oro ci ha invitato nella sua villa e ci ha offerto una grande cena. È stato un grande onore. Lascia un grande ricordo a tutti». — A.C.
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