Italia
Shopping a Civitella con foto sui social
L’iniziativa dei negozianti del paese per far fronte alla crisi dovuta al virus ma anche alla concorrenza dei centri commerciali
Lina Senserini
civitella marittima. C’è il negozio di intimo e di abbigliamento, il panificio, il negozio di alimentari, l’edicola e il tabacchino, l’estetista, il barbiere e le due parrucchiere, il negozio di prodotti tipici, il circolo Arci, il bar e la pizzeria da asporto, i ristoranti.
Le attività commerciali di Civitella Marittima da alcune settimane sono “in rete” sui profili social di Nadia Angiolini, titolare di Nadia Lingerie, che ha deciso di mettere insieme tutela della salute e promozione del territorio con un modo semplice e, a quanto pare, efficace.
Ogni mattina, pubblica la foto di uno scorcio del paese o la vetrina di un negozio, taggando i proprietari e mettendo ben visibile la scritta: «Io resto a casa e compro a Civitella Marittima. Sostieni i negozi del territorio».
Il post viene poi condiviso su tanti altri profili e la notizia gira.
È un modo per dare visibilità fuori dal paese, che peraltro ha avuto l’effetto, finché è stato possibile spostarsi, di attrarre tante persone che passano le vacanze estive a Civitella e che in questa occasione hanno voluto dare un contributo venendo a fare acquisti. Del resto, questo piccolo borgo medievale dell’Alta Maremma, capoluogo di comune, ha un suo appeal e già negli anni Ottanta fu eletto a buen retiro di tante famiglie milanesi (Il Tirreno ha raccontato la storia della “pioniera” Nuccia) e che ora non ci sta a farsi mordere dalla crisi.
«Ho iniziato a pubblicare le foto facendo di testa mia – dice Nadia – non c’è stata una condivisione. Ho pensato che se la cosa non fosse piaciuta avrei sempre potuto interrompere. E invece i miei compaesani hanno gradito. Così, ogni mattina pubblico una o più foto, sul profilo social personale, su quello del negozio e su Instagram, creando una rete virtuale che promuove tutto il paese e il territorio. Questo è un anno durissimo, in cui abbiamo dovuto fare i conti con il primo lockdown, poi con l’annullamento delle due sagre, che ogni anno attraggono a Civitella Marittima gente dalla provincia, da Siena e da Firenze, e ora con la chiusura durante le feste. Dobbiamo resistere anche all’assalto dei centri commerciali che di fatto arrivano fin quassù, perché Civitella è a un tiro di schioppo da Grosseto. Noi ci proviamo, ognuno per quello che può, perché vivere qui è essere parte di una comunità che deve trovare dentro di sé le risorse per affrontare i momenti di crisi». —
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