Gioco
Gara di solidarietà per aiutare le famiglie Donati 35mila euro
Porto Ercole nel segno della solidarietà e della generosità, donati circa 35mila euro. La pandemia scoppiata a marzo ha prodotto non solo l’emergenza sanitaria, ma anche quella economica.
Dai circa 35 nuclei familiari che si trovavano già in difficoltà prima dell’avvento del Covid, adesso nel paese argentarino sono almeno una cinquantina quelli che necessitano di un appoggio sociale per poter sbarcare il lunario.
A correre in aiuto, assieme alla parrocchia di Porto Ercole e al parroco don Adorno, anche i tantissimi volontari che durante questi mesi si sono dati da fare, tra impacchettamento e consegna dei generi di prima necessità. Ma anche per la realizzazione e la consegna delle mascherine che, a inizio pandemia, mancavano un po’ in tutta Italia.
Il tutto è stato possibile anche grazie alle donazioni arrivate sia dai residenti di Porto Ercole che dai forestieri che frequentano la zona, ma anche da tanti vip e proprietari di ville che orbitano intorno al paese.
Difficile quantificarle con precisione ma, al momento, la cifra raccolta si aggira intorno ai 35mila euro.
E le donazioni, non solo monetarie ma anche dei generi alimentari, sono ancora attive: si può continuare l’opera di solidarietà mettendo generi di prima necessità negli appositi cesti nei negozi o in chiesa. Ma anche fare offerte monetarie direttamente in chiesa, oppure tramite un bonifico sul conto della parrocchia: scrivendo nella causale “sostegno alla lotta alla pandemia”, tra l’altro, si può anche portare in detrazione in dichiarazione dei redditi.
L’Iban si può richiedere alla parrocchia stessa.
«Non mi sarei mai aspettato di vivere un momento come questo – racconta don Adorno - Le famiglie che ci hanno chiesto aiuto sono quasi raddoppiate rispetto al passato. Durante l’estate hanno tutti lavorato e quindi per quei mesi ce l’hanno fatta con le loro gambe, ma poi da settembre sono tornati i problemi. Ricordo sempre volentieri una famiglia di romeni che hanno chiesto aiuto, ma poi a giugno hanno trovato lavoro e mi sono venuti a ringraziare, dicendomi che da quel momento in poi sarebbero andati avanti da soli. Noi abbiamo fatto un grande lavoro grazie anche ai tantissimi volontari che ci hanno aiutato. Sono arrivate forze fresche, grazie alle quali siamo riusciti a portare avanti le consegne nelle case e dare assistenza ai positivi al virus».
Essenziale è stato anche il lavoro sulle mascherine.
«Siamo stati tra i primi a produrle quando è scoppiata la pandemia – racconta il parroco - Ci siamo attivati per farle per la protezione civile e poi per chi ne aveva bisogno, passando dalle quattro sarte iniziali fino a 50 persone che ne realizzavano anche 2.000 al giorno. E ne abbiamo consegnate in grande quantità in tutta Italia e anche all’estero, da Gerusalemme a New York, da Betlemme alla Spagna, ma anche ad alcune famiglie in Lombardia. A Roma le consegnavamo grazie a un avvocato e ad Orbetello grazie al carro funebre. Ringraziamo anche tutti coloro che hanno fatto delle donazioni, che ci hanno permesso di acquistare i beni necessari per le famiglie. Ringraziamo anche i negozi di Porto Ercole e il consorzio pesca per tutti i generi che hanno donato». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
