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Ancora un lutto in provincia Muore un’anziana di Vetulonia
La signora aveva 87 anni ed è la 71ª persona deceduta dopo essere stata scoperta positiva
grosseto. Il Covid-19 porta un nuovo lutto in provincia di Grosseto. Il 15 dicembre – ma la notizia si è appresa ieri – è morta un’anziana di 87 anni di Vetulonia (comune di Castiglione della Pescaia).
È la settantunesima vittima del virus in provincia di Grosseto dal 19 marzo, la trentaduesima donna che la pandemia strappa alla sua famiglia e alla sua comunità. La signora aveva contratto il virus così come il marito e la figlia. Ma, a differenza loro, da un paio di settimane le sue condizioni si erano aggravate.
La notizia dell’ennesimo lutto nel Grossetano arriva in una giornata, quella di ieri, in cui si sono contati solo otto nuovi contagiati a fronte di 563 tamponi effettuati. Tra i nuovi contagiati, uno ha tra zero e 18 anni, tre tra 19 e 34, tre tra 50 e 64 e uno è sopra gli 80 anni. Quattro sono residenti nel comune di Grosseto, due in quello di Follonica, uno a Capalbio e uno a Santa Fiora.
All’ospedale Misericordia di Grosseto scendono da ventinove a ventisei i ricoverati in Malattie infettive. C’è invece un paziente in più in Terapia intensiva, dove adesso si contano undici ricoverati.
Fino alle 14 di ieri le persone positive al Sars-Cov-2 in carico all’Asl nel Grossetano erano 426, 367 quelle seguite a casa e 991 quelle in quarantena. I guariti sono stati 38.
Intanto ha una spiegazione il picco che martedì ha fatto schizzare i positivi da meno di dieci a 44 di cui 42 nel comune di Grosseto. Dei nuovi contagiati 36 sono i richiedenti asilo ospiti del Centro di accoglienza straordinaria Il Giardino di Sofia, un podere e una villa nella campagna vicino a Cupi, gestito dalla cooperativa grossetana Auxilium vitae.
Il focolaio è stato scoperto quando uno dei giovani (tutti tra i 19 e i 34 anni) lunedì ha cominciato ad accusare sintomi influenzali e gli operatori della cooperativa hanno informato la Asl di un caso sospetto.
Dall’esito positivo del tampone, effettuato subito dopo la segnalazione, sono scattati i protocolli anti-Covid. I contatti stretti sono stati sottoposti a test e i 36 casi risultati positivi (tra cui uno debolmente positivo) isolati in quarantena all’interno del centro.
Ieri gli operatori sanitari sono tornati nel centro, hanno ripetuto il tampone all’unico caso debolmente positivo e hanno affidato la gestione degli aspetti sanitari all’Unità speciale di continuità assistenziale.
È invece competenza della Prefettura e della Questura, come stabiliscono i protocolli per i casi di Covid nelle comunità di migranti, organizzare un sistema di sorveglianza con le forze dell’ordine per impedire che qualcuno si allontani per tutto il periodo della quarantena.
Al momento gli ospiti, una quarantina di richiedenti asilo provenienti dall’Africa subsahariana e dal Bangladesh, stanno bene e i casi positivi scoperti dopo il primo sono tutti asintomatici.
Un mese fa un focolaio era stato segnalato al centro di accoglienza Il Rifugio delle Fate di Roselle, con undici dei quarantacinque ospiti positivi. Il caso è rientrato. —
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