Gioco
Elezioni, l’ex sindaco Di Vincenzo «Si dia spazio alla società civile»
Critiche alla giunta Casamenti e sguardo a un nome di cambiamento: «Se non è del Pd o del M5s...»
Ivana Agostini
orbetello. Nel 2021 Orbetello rinnoverà il consiglio comunale e in riva alla laguna iniziano i primi movimenti che delineeranno le candidature per la corsa alla poltrona di sindaco. Se il centrodestra ha già scelto, all’unanimità, Andrea Casamenti, sindaco in carica, il centrosinistra e la società civile stanno cercando di trovare la quadra intorno al nome di un candidato: per il momento è stato fatto quello di Alessandro Ragusa, che si è messo a disposizione. Ed ecco allora che è interessante sapere che cosa ne pensa il “grande vecchio” della politica orbetellana, come lui stesso si definisce, ex sindaco, ex commissario della laguna, ex consigliere comunale e provinciale: Rolando Di Vincenzo.
«Ho iniziato a fare politica nel 1956 e ho smesso di farla, attivamente, con la morte di Altero Matteoli. Sono sempre stato abituato al dialogo ma se mi guardo intorno vedo politici che postano e twittano. È una politica che non riconosco: né a livello nazionale né a livello locale. Sono vecchio – dice – ne prendo atto. Ho 82 anni».
Cosa si sente di dire ai cittadini di Orbetello che andranno alle urne?
«Fate una riflessione su com’era Orbetello nel 1997 con l’avvento della nostra amministrazione e com’era nel 2011 quando i cittadini ci bocciarono votando Monica Paffetti. Il cambiamento che ci fu in 14 anni di centrodestra è sotto gli occhi di tutti. Cos’è cambiato però dal 2011 a oggi? Con Paffetti non sono state fatte molte cose ma per lei possiamo trovare delle giustificazioni: non si era mai occupata di politica. È un medico e al primo posto ha sempre messo i suoi pazienti. È stata anche sfortunata: ha avuto una nevicata e un’alluvione nel 2012, un’altra alluvione nel 2014 e il disastro 2015 con la morìa nella laguna di cui non è mai stato individuato il colpevole».
Quindi se Paffetti può aver avuto delle giustificazioni, chi è venuto dopo di lei non ne ha?
«L’attuale sindaco fa parte di una coalizione da me sostenuta, anche economicamente, durante la campagna elettorale. Quando ci siamo presentati con un programma elettorale ben organizzato, l’attuale sindaco veniva da tre legislature passate al mio fianco e al fianco di Matteoli. Il programma 2016 era corposo e importante. Cos’è stato realizzato? Di certo quest’amministrazione sarà ricordata per i tagli dell’erba e per le asfaltature e la segnaletica stradale che dura troppo poco e deve essere fatta di frequente».
Quali punti non sono stati rispettati, secondo lei?
«Talamone. Noi avevamo in programma un porto che fosse un porto. L’attuale giunta ha fatto un porto così come lo aveva identificato Paffetti. Nulla a che vedere con quello voluto da Matteoli. L’attuale maggioranza ha vinto con un programma che prevedeva la riorganizzazione degli uffici; il decoro urbano; la valorizzazione del percorso culturale e dei siti archeologici. Per adesso la Guzman è ancora chiusa. Il circuito ciclabile è stato completato? Lo sarà ma ancora non lo è. Lo sviluppo agricolo si è visto? No, tranne la sponsorizzazione di qualche azienda. Il distaccamento della polizia locale ad Albinia è arrivato? No. L’agente di quartiere? Nemmeno. Per non parlare della sanità. Quando venne realizzato l’ospedale della Madonnella i nostri interlocutori erano Vannino Chiti, Claudio Martini per la Regione Toscana, il presidente Giuliano Amato, Rosy Bindi e l’Inail che lo finanziò. Un’opera fatta con celerità, con quattro sale operatorie. Oggi, di quell’ospedale, nonostante la costante opera e professionalità del personale e degli operatori, che cosa è rimasto? Eppure il sindaco di Orbetello è il presidente della conferenza zonale dei sindaci».
Di Albinia che ne pensa?
«Sono stati fatti sottopassi, cavalcavia per rendere la Maremmana un salotto. Che cosa è stato fatto? Una Maremmana asfaltata e poi verniciata. La scuola elementare è stata appena iniziata».
Dell’ex Idroscalo, invece?
«Dove sono il polo scolastico, la riqualificazione dell’aeroporto Brunetta? È stata pulita l’area. È il minimo».
E la Laguna?
«Avevamo promesso un ufficio ah hoc. La raccolta delle alghe era ritenuta cruciale. E scopro che c’è chi crede che in laguna ci sia un allevamento di anguille. Non dico altro».
Cosa si augura per il futuro di Orbetello?
«È importante che si muova la società civile, persone che abbiano voglia di fare il bene per il territorio. I partiti devono mettersi al servizio dell’interesse della collettività. Via i personalismi. Se i cittadini ritengono che l’amministrazione attuale abbia fatto quanto promesso dovrà essere confermata, altrimenti, dovrà essere sostituita com’è avvenuto per Paffetti e Di Vincenzo. È il momento di persone di buona volontà che abbiano voglia di fare, per la collettività e non per sé stessi. Non mi interessa il colore, le idee politiche. Di certo non posso sostenere un candidato palesemente del Pd o del Movimento 5 stelle. La mia storia politica è e rimane di destra». –
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