Il Tirreno

Grosseto

Viveva nella Rsa da 36 anni «Doloroso non vederlo più»

Viveva nella Rsa da 36 anni «Doloroso non vederlo più»

Enzo Amedei aveva 73 anni: era entrato nella struttura con il padre Il numero dei decessi sale a 69. Se n’è andata anche una donna di Principina

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Tre giorni fa Enzo Amedei è morto all’ospedale Misericordia di Grosseto, dopo una degenza di due settimane collegata al coronavirus. Le sue condizioni di salute si erano aggravate a fine novembre. Due giorni fa invece, è venuta a mancare all’affetto dei suoi cari anche una donna di 80 anni che abitava a Principina. La donna è stata portata all’ospedale con i sintomi della malattia il 25 novembre scorso. È stata ricoverata nel reparto Covid, poi è stata trasferita in terapia intensiva, dov’è morta.

Anche Amedei era ricoverato al Misericordia. Negli ultimi anni l’influenza lo aveva fortemente debilitato, la temeva. Ora il Covid, sommato ad altri problemi di salute, lo ha ucciso. Enzo a Roccastrada e a Torniella lo conoscevano tutti e tutti gli volevano bene.

Da 36 anni, dall’ottobre del 1984, era ospite dell’Istituto Geriatrico, dove nel tempo era diventato una sorta di mascotte. Classe 1947, era entrato nella struttura ancora molto giovane, insieme al padre, poi deceduto qualche anno dopo. Da allora per Enzo la vita si è consumata soprattutto all’interno della rsa, tra il personale che lo accudiva e i degenti che lo vedevano come un figlio o un fratello minore. «La sua permanenza – racconta Roberto Fenili, direttore del Geriatrico – è sicuramente un record e quasi non mi pare vero il fatto che ci abbia lasciato e non lo vedremo più qui tra noi, dove ha vissuto metà della sua vita».

Enzo poteva uscire dalla casa di riposo quando voleva, ma difficilmente negli ultimi 36 anni ha saltato un pranzo o una cena.

Avrebbe compiuto 74 anni il prossimo agosto e come sempre li avrebbe festeggiati qui, nella casa di riposo di Roccastrada, dove è stato a lungo il più giovane ospite, sempre affabile con il personale e con gli anziani bisognosi.

Gli animatori della struttura ogni anno gli dedicavano una festicciola, a testimonianza di un affetto che, con il passare delle generazioni, è rimasto immutato. Il Tirreno, una volta, lo aveva incontrato, facendosi raccontare la sua storia: «Da giovane facevo il materassaio, poi siamo rimasti soli, con babbo, e siamo venuti qui. Il Geriatrico è diventato la mia famiglia. Non ho fratelli o sorelle. All’inizio davo una mano, poi sempre meno. Da ottobre dell’ ’84 sto a Roccastrada. Mi sono sempre trovato bene». E proprio sul mestiere di materassaio verteva quell’intervista: «S’andava nei paesi, nelle case, e con le cardatrici a mano, si rifacevano i vecchi materassi di lana. Un lavoro di artigianato che si è perso. Io districavo le fibre della vecchia lana. Ogni famiglia lo faceva più volte all’anno. I materassi prima erano di lana… Gli ultimi anni erano rimasti da fare solo i cuscini per i clienti più affezionati».

A ricordarlo ieri sono stati anche il sindaco Francesco Limatola e la comunità di cui aveva fatto parte in gioventù, quella di Torniella. È stato sepolto al cimitero di Roccastrada.

Il numero delle vittime del Covid in provincia è salito a 69. Il numero di nuovi casi positivi ieri nell’Asl Toscana Sud Est è di 49, di cui quattro nella provincia di Grosseto per i quali sono stati effettuati 254 tamponi.

Le persone positive in carico sono 474. Si registrano 41 guarigioni. I ricoverati nella terapia intensiva dell’ospedale Misericordia sono attualmente 10, trentadue quelli nel reparto di malattie infettive. —



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di Redazione web