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Gessi rossi, appello alla Regione «Sì al piano di ripristino delle cave»

l.s.
Gessi rossi, appello alla Regione «Sì al piano di ripristino delle cave»

L’Ugl chiede di sbloccare il progetto per Pietratonda Bogi: «Una priorità la tutela dei 700 lavoratori che gravitano intorno al polo di Scarlino»

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Appello dell’Ugl alla Regione affinché sblocchi il piano di ripristino delle ex cave di Pietratonda con i gessi rossi, prodotti dalla lavorazione del biossido di titanio negli stabilimenti Venator di Scarlino.

Secondo il sindacato, infatti, il progetto può essere un’opportunità per il territorio come è avvenuto per Montioni. Nel botta e risposta tra l’Ugl, che aveva espresso solidarietà all’azienda accusando il Comitato per il no di fare disinformazione, e la risposta del comitato stesso, che aveva rispedito l’accusa al mittente, è di nuovo il vicesegretario provinciale, Fabio Bogi, insieme segretario generale regionale, Giuseppe Dominici, a intervenire e a chiedere che il piano venga approvato, rispondendo nel contempo al comitato spontaneo di cittadini di Paganico e Campagnatico. «Apprendiamo dalla stampa la risposta al nostro comunicato da parte del cosiddetto “Comitato del No” – scrive Bogi – che a nostro avviso ha cercato di deviare il tiro in calcio d’angolo. Per il sindacato la tutela dei circa 700 posti di lavoro che girano attorno al polo di Scarlino è una priorità, perché da questi posti dipendono altrettante famiglie che vivono, quasi tutte, nella provincia di Grosseto. Dalla presentazione del Bilancio di sostenibilità 2019, all’interno del Programma volontario di promozione dello Sviluppo sostenibile dell’industria chimica mondiale (Responsible Care) secondo valori e comportamenti orientati alla sicurezza, alla salute e all’ambiente, abbiamo appreso che il polo chimico di Scarlino gode di ottima salute. E questo è ancor più importante poiché molte aziende versano in gravi difficoltà economiche e occupazionali. Bisogna ricordare che i lavoratori sono cittadini del nostro territorio, proprio come gli abitanti dei comuni limitrofi all’area di Pietratonda e che al sindacato sta a cuore la loro salute e la sicurezza. Per questo ci riconosciamo nei valori e nei comportamenti delle imprese come Venator, che danno grande attenzione alle persone e all’ambiente. La posizione dei “contrari a priori” non è comprensibile, perché è da circa venti anni che si conosce tutto sui gessi rossi e sulla loro efficacia nel ripristino ambientale, attraverso costanti monitoraggi, analisi e ricerche che hanno confermato la totale assenza di inquinamento e pericolo per la salute dei cittadini. È quindi da negazionisti opporsi alle verità scientifiche studiate e validate, con tesi allarmistiche e catastrofistiche. Ma forse a loro non interessa il lavoro che offre il polo di Scarlino», conclude Bogi.

«Resta il fatto – prosegue Dominici – che il sito di Pietratonda richiede un urgente intervento di ripristino, come si evince anche da un’ordinanza del Tribunale di Grosseto. Il progetto appare un’ottima opportunità, come lo è stato per Montioni, anche in termini di posti di lavoro sul territorio. Faccio appello alla Regione affinché intervenga, portando certezze sulla sicurezza dell’operazione, grazie ai monitoraggi e agli studi dell’Arpat, dell’Università di Siena e degli Uffici regionali preposti, così da giungere a un esito positivo del progetto», conclude Dominici. —

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