Il Tirreno

Grosseto

torniella 

La Deposizione messa al sicuro «Tornerà presto alla comunità»

torniella ; gabriele baldanzi
La Deposizione messa al sicuro «Tornerà presto alla comunità»

L’assessore Rabazzi ha concordato il percorso con monsignor Cencioni e il parroco don Giovanni

3 MINUTI DI LETTURA







La “Deposizione dalla Croce” è un olio su tela presumibilmente ottocentesco, mai mappato e studiato, che da sempre – stando a quanto raccontano gli anziani di Torniella – ha campeggiato sulla parete dietro all’altare della cappella del cimitero del paese. Secondo un paio di esperte d’arte, che sono riuscite a dargli un’occhiata, si tratta di un’opera non banale, di alto valore storico-artistico, testimone silente di un periodo in cui certi dipinti venivano commissionati ad artisti provenienti dall’ambito senese e fiorentino, affiancati da allievi locali di ottimo livello.

Alcuni mesi fa, su segnalazione di un cittadino, l’assessore alla cultura del Comune di Roccastrada Emiliano Rabazzi ha deciso di spostare il dipinto, di metterlo al sicuro. Una scelta compiuta – spiega – «per ragioni di tutela e sicurezza»: in soldoni il timore che il quadro potesse venire trafugato. «D’accordo con la Diocesi di Grosseto – prosegue l’assessore – lo abbiamo provvisoriamente portato nella biblioteca di Roccastrada. Qui verrà sottoposto a una ricognizione e, se necessario, a una ripulitura, un restauro. Poi, come giustamente chiedono i torniellini, tornerà alla comunità, nella chiesa del paese, dotata di un allarme. Saremo ben felici di riconsegnarlo nelle mani del nuovo sacerdote, don Giovanni Ricciardi. Questo il percorso concordato con monsignor Franco Cencioni, il direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Grosseto».

Intanto, al posto del dipinto, nella cappella del camposanto, è stata posizionata e benedetta una copia stampata su tela, che però ha ulteriormente esacerbato gli animi. A Torniella, infatti, c’è chi teme che la preziosa “Deposizione dalla Croce” di mano ignota resti nel capoluogo e non riprenda la strada dell’Incrociatella. E se la Pro loco del paese si muove con garbo per le vie istituzionali, c’è chi preferisce invece coinvolgere la politica e sparare a pallettoni. «Fratelli d’Italia si fa portavoce dell’istanza dei cittadini – si legge in una nota – e chiede, dopo oltre un anno d’inerzia, che l’amministrazione comunale di Roccastrada, non avendo mantenuto quanto promesso, rinunci alle passerelle (e non passarelle) mediatiche». Fratelli d’Italia si impegna, quindi, a vigilare affinché il quadro originale, restaurato, sia presto ricollocato nella frazione.

«Risalire all’autore e dare una datazione certa – spiega al telefono Patrizia Scapin, storica dell’arte, incaricata di redarre una prima scheda del dipinto – non sarà facile. Ci vorrà tempo e ogni contributo in questa fase è molto importante». Rabazzi è convinto che negli archivi parrocchiali o in quelli comunali possa esservi traccia di come, quando e perché fu realizzato il dipinto, magari scoprendo il nome del pittore (o dei pittori) e della committenza. Insomma, origine e storia.

«Nella tela denominata “Deposizione dalla Croce” – scrive ancora Scapin – si riconoscono evidenti capacità pittoriche, sia nella resa del colore, sia nell’esecuzione delle figure, sia nell’impostazione della scena. Forse è il lavoro di uno degli esponenti della feconda scuola senese della seconda metà dell’Ottocento, che ha saputo esprimere profonda spiritualità e manifestare una altrettanto profonda conoscenza delle Scritture. Il pittore ha fermato sulla tela un momento ben preciso della deposizione, quando il corpo di Cristo viene lentamente calato a terra e avvolto in un sudario. Il panno di lino splendente di luce diventa infatti il fulcro visivo e simbolico dell’intera composizione». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web