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Campo da rugby senza pace Nuova visita dei vandali

Campo da rugby senza pace Nuova visita dei vandali

Entrano di notte e spaccano tutto quello trovano: rubata anche un’affettatrice Le telecamere ci sono ma devono essere installate: la rabbia del presidente

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Nel giro di quattro mesi gli atti vandalici messi a segno all’interno dell’impianto sportivo del Rugby di Scarlino non si contano neanche più. Il presidente Massimo Bardelli, che gestisce il campo di Follonica e quello di Scarlino oltre all’area sagre adiacente, è disperato per i continui danni riportati dalla struttura che ha in gestione.

Una situazione del tutto simile a quella che un anno fa interessò i campi da calcio del Comune. Anche in quel caso gli atti vandalici furono tanti e alla fine il presidente Danilo Ceccarelli si decise ad installare nella struttura un impianto di videosorveglianza. Un sistema che, in quel caso, permise anche di individuare i responsabili dei danni che furono denunciati.

Nello spazio del Rugby di Scarlino chi si è introdotto, probabilmente nelle ore notturne e violando quindi anche il coprifuoco, ha rotto i vetri della struttura, sfondato porte e abbattuto pannelli della copertura.

Non è la prima volta: nei mesi scorsi erano stati vandalizzati i bagni e Bardelli era intervenuto per riparare tutto. «Entrano di notte – spiega Bardelli – e si divertono, perché mi sembra evidente che ci sia un intento ludico, a rompere tutto quello che trovano dentro all’impianto. Hanno anche portato via un’affettatrice dallo spazio delle sagre». Bardelli ha riportato quanto successo all’amministrazione comunale, con la quale afferma di avere un ottimo rapporto di collaborazione, e ha anche informato i carabinieri.

Il problema è però il solito che da tempo interessa gli tutti gli impianti sportivi di Scarlino. «L’impianto sportivo è purtroppo fermo da molti mesi, da quanto è iniziata l’epidemia da coronavirus, e quindi non è frequentato – spiega Bardelli – questo ha fatto sì che diventasse un luogo poco frequentato e ideale per le scorribande. Chi entra lì dentro fa come vuole e spesso ho trovato a terra anche cartine lunghe e resti di fumo».

I responsabili degli atti vandalici si sono introdotti all’interno dell’area rompendo anche la recinzione e violando quindi un divieto di accesso. Ma sono anni che questi episodi si ripetono: nel 2018 in quel campo era stata segata una porta a forma di H, di oltre quattro metri di altezza: un lavoro impegnativo che aveva richiesto anche la strumentazione adatta. «Gli episodi sono purtroppo continui e abbiamo smesso anche di mettere a posto – dice Bardelli – inutile riparare se poi ogni volta si ripetono i danni, aspettiamo di ripartire a pieno regime. Un paio di mesi fa avevo ripulito tutta l’area completamente, lavori e soldi inutili, purtroppo».

Intanto Bardelli si è rivolto al comune e ai vigili urbani ma la paura è che lì dentro qualcuno possa farsi male: «L’area è assicurata ma sono comunque preoccupato – dice il presidente – è una responsabilità grossa per me». Da mesi però il Rugby non ha nessuna entrata proprio a causa dello stop forzato e per riparare ai danni si è già messa mano ai risparmi dell’associazione. Non di rado, poi, i soci si sono autofinanziati per riparare ai danni. Per provare a risolvere il problema Bardelli ha già comprato le telecamere per la videosorveglianza ma devono ancora essere installate.

«Il Comune – spiega il presidente – aveva recintato tutta l’area e speravamo che questo disincentivasse gli atti vandalici. Ci sono anche i cancelli nuovi e i cartelli con scritto “proprietà privata” ma nulla, i danni continuano a sommarsi». —

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