Gioco
La vicenda Coeso finirà per allontanare ancor di più i cittadini dalle istituzioni
La segreteria del Pci critica «il teatrino» e la nomina transitoria di Giuntini
l’intervento
L’accordo approvato col progetto di fusione per incorporazione delle tre aree del Coeso prevedeva, come ci viene raccontato, l’alternanza dei sindaci delle tre zone sociosanitarie alla presidenza del nuovo organismo. Il 31 dicembre Termine doveva appunto terminare il suo mandato presidenziale. E invece no! Inizia così un teatrino poco edificante di scontro istituzionale: da una parte l’emergenza della pandemia chiede responsabilità anche sulla presidenza Coeso, dall’altra i due schieramenti si scontrano sbattendosene di quanto avviene sul territorio. In quest’ultimo periodo non sono mancati ancora colpi di scena. Il decaduto Termine addirittura si dimette, all’ultima assemblea, manca però il numero legale per procedere alla nomina del nuovo presidente, grazie all’assenza di molti sindaci di centrosinistra, e tutto è nuovamente rinviato.
Ma non finisce qui. Termine decaduto e dimissionario fa un atto di imperio e nomina, scavalcando a piè pari l’assemblea consortile, il sindaco Giuntini come presidente transitorio. Certo scelta migliore non poteva essere fatta per non turbare la serenità del Coeso, perché in ormai due anni di consiliatura a Massa Marittima nessuna iniziativa è stata presa, ad esempio, sugli annunciati progetti per il Falusi; e nei dieci mesi di pandemia non è mai stato convocato un consiglio comunale per discutere la situazione dei servizi territoriali e del presidio ospedaliero: è facile comprendere come quella pace assoluta sia raggiunta.
Ci penserà il Tar a risolvere la questione perché evidentemente non c’è volontà a dipanare la matassa. Questo non fa certo onore alla destra e alla paradestra che governano in tutta la provincia.
Una cosa è senz’altro garantita: di fronte a questi spettacoli gli effetti saranno di allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni e dalla politica perché sembra che ormai da troppo tempo più che a risolvere problemi reali la ricerca spasmodica sia solo quella di ottenere poltrone e occupare spazi che consentano di gestire quel potere utile ad alimentare il consenso.
Ritrovare la voglia di lavorare per il bene comune è chiedere troppo e non importa a nessuno se questo abuso alla democrazia la renda ancora di più malata e questo non è dovuto certo al virus del Covid. —
Dario Bibbiani
Gabriele Porri
Daniele Gasperi
Per la segreteria del Pci
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