Gioco
Dopo cinquant’anni si abbassa la saracinesca della coltelleria Carretti
grosseto
«Tutte le volte che tornando verso la Maremma arrivo alla galleria di Pari, vorrei scendere dall’auto e baciare la terra di Maremma». È una vera e propria dichiarazione d’amore per le sue origini, per la sua città e per l’intero territorio che la circonda, quella di Marco Carretti, il titolare dell’omonima coltelleria che alla fine dell’anno tirerà giù la saracinesca dopo cinquant’anni. Chiasso degli Zuavi e piazza Mensini non saranno più le stesse senza quelle belle vetrine illuminate, dove facevano bella mostra di sé coltelli pregiati, quelli che avevano preso il posto agli orologi.
Carretti infatti, dopo aver lavorato tre anni al centro assistenza Citizen di Firenze, dopo aver studiato da orologiaio, era voluto tornare nella sua città di origine. «Ho cominciato aprendo un’oreficeria e un’orologeria - racconta - poi però piano piano mi sono concentrato su quella che era la mia passione e ho messo su una coltelleria». L’unica, in tutta la città, dov’è possibile trovare lame di ogni tipo e di ogni foggia. E per tutti gli usi, dalla cucina allo sport. «Nei primi anni del Duemila - racconta - tanti appassionati si sono fermati qui. L’oro ormai aveva raggiunto costi molto elevati e io ho voluto provare quest’avventura e ho cominciato a portare qui e vendere coltelli, facendo scoprire anche in Maremma, ad esempio la tradizione del lavoro dei maestri di Scarperia». Carretti, qualche volta, è andato nella “città dei coltelli”, sul Mugello. «Qualche volta chi lavorava i coltelli nemmeno mi dava la mano ma mi porgeva il braccio - ricorda - i maestri avevano le mani sporche, ma io gliele stringevo lo stesso. Non bisogna vergognarsi dello sporco del lavoro, ma del pulito delle leggere». Schietto, sincero, concreto come la terra di Maremma, Carretti tra poco tirerà giù la saracinesca su un mondo fatto di lame, orologi e anche oggetti fatti per sognare e regalare sorrisi, come gli strumenti da giocoleria che si trovano in una delle vetrine del negozio che, in ogni angolo, riserva sorprese. «Mi dedicherò ai miei hobby - dice ancora Carretti - e ai miei nipotini, avrò più tempo per stare con loro». Chiasso degli Zuavi e piazza Mensini, invece, saranno più povere, senza quelle belle vetrine piene di lame lucenti e legni pregiati, di novità da tutto il mondo e per ogni tipo di utilizzo mentre Marco Carretti finalmente si godrà il meritato riposo con la sua famiglia. —
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