Gioco
«Aveva preso per sé 161mila euro di un’anziana»
Sotto accusa un imprenditore. Ma i testimoni della difesa spiegano: «Lo considerava come un figlio, voleva dargli tutto»
Pitigliano
L’accusa è appropriazione indebita: 161mila euro che sarebbero stati sottratti illecitamente a una donna nata nel 1922 e morta un paio di anni fa. La difesa sta portando in Tribunale i testimoni che spiegano che l’imputato era, per la donna, «come un figlio».
Spetta al giudice Adolfo Di Zenzo stabilire le eventuali responsabilità di Franco Guastini, noto imprenditore pitiglianese di 74 anni, finito sotto processo nel 2015. anche dopo alcuni accertamenti fatti dai nipoti dell’anziana. Avrebbe operato sui conti correnti della donna, prelevando 18 volte dallo sportello bancomat (39.200 euro), con un bonifico da 5.000 euro, con altri 5 bonifici on line per un totale di 122 mila euro. Il periodo contestato è quello tra il 2010 e il 2014. Processo ancora alla fase delle testimonianze in aula, con altre persone che dovranno essere sentite alla prossima udienza, a febbraio.
Ieri intanto il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera ha chiamato a parlare l’ex luogotenente dei carabinieri della Procura che aveva seguito le indagini e che era stato incaricato di andare a parlare con l’anziana: ha riferito dei molti «non ricordo» e di varie risposte della donna che non erano inerenti all’argomento. Erano stati effettuati anche accertamenti bancari che hanno prodotto un fascicolo consistente. Poi è stata la volta dei testimoni della difesa (avvocato Roberto Vannetti). Ha parlato la moglie dell’imputato, che ha ricostruito la frequentazione assidua da parte della famiglia. «Di mio marito la signora Lidia diceva che era come un figlio, si era rivolta a lui per essere assistita. Gli aveva dato le deleghe per le operazioni in banca: 1.000 euro, 800 euro i prelievi, forse anche cifre superiori. Lei ci teneva ad avere in casa diversi soldi».
Il fornitore di gpl per il riscaldamento ha spiegato che i pagamenti venivano normalmente effettuati da Guastini, visto più volte negli uffici dell’azienda, anche se non è riuscito a ricordare se con assegni o in contanti. Che Franco Guastini fosse considerato «come uno di famiglia, come un figlio» lo ha detto anche un altro amico dell’anziana, che con la moglie andava spesso a cena da lei. La signora le parlò mai di donazioni per Guastini? «Sì, voleva dargli tutto. So di un contratto. Ho trovato spesso Guastini a casa di lei, una volta Lidia disse che si sarebbe fatta portare dei soldi da lei».
L’abitudine a tenere soldi in casa è stata confermata da un ex dipendente della banca: «Lei non poteva muoversi a causa delle condizioni di salute - ha detto - Generalmente i soldi glieli portava a casa un altro dipendente. Una volta che lui era assente lo feci io: mi sembra 500 euro. Vidi che sul tavolo aveva già altri soldi e rimasi sorpreso. Le dissi che era pericoloso ma lei rispose che le piaceva tenerli a casa. No, la signora non mi apparve molto presente».
Sentiti anche l’ex direttore di banca e una donna romena che per un anno, un anno e mezzo e mezzo periodicamente andava a casa di Lidia per farle compagnia per qualche ora, chiamata da Guastini per questo servizio. —
pierluigi sposato
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