Il Tirreno

Grosseto

«Se siete vittime di violenza oggi voi con i vostri figli potete essere meno sole»

i. a.
«Se siete vittime di violenza oggi voi con i vostri figli potete essere meno sole»

Il comune di Orbetello è capofila di un progetto a sostegno delle donne Sono previsti aiuti concreti per riacquistare la propria autonomia  

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il soccorso

Regione Toscana e comune di Orbetello si stringono la mano con un obiettivo: aiutare le donne vittime di violenza.

«Si tratta di un progetto approvato dalla conferenza zonale dei sindaci che fanno parte dell’Asl sud est – spiega la vicesindaca Chiara Piccini – finanziato dalla Regione e realizzato dal Comune in qualità di capofila con la collaborazione dell’associazione Olimpia de Gouges». Una donna vittima di violenza si trova a dover affrontare non solo la situazione di violenza fisica o psicologica ma anche molti altri ostacoli innalzati da essa. Ecco perché per realizzare questo progetto la Regione metterà a disposizione 20mila euro e il Comune i locali. «La complessità che caratterizza la condizione della donna vittima di violenza – aggiunge Piccini – necessita di un intervento integrato con la rete dei servizi presenti sul territorio, finalizzato prioritariamente alla messa in sicurezza di lei e di eventuali figli minori e, successivamente, al sostegno e all’accompagnamento nel suo percorso di uscita dalla violenza, intesa nelle sue varie sfaccettature. Gli interventi assicurati dai Centri anti-violenza, a supporto della donna, possono concretizzarsi anche in forme di sostegno economico, in particolare nella fase di emergenza. Si pensi al trasporto, all’acquisto di vestiario, di generi alimentari e beni di prima necessità, in quanto potrebbe non avere i mezzi necessari per provvedere alle proprie necessità e a quelle di eventuali figli minori».

Il progetto, quindi, mira a sostenere la donna in tutto quello che è la sua vita una volta che si è rivolta al centro. «Nelle fasi successive – continua la vicesindaca – è ugualmente importante poter offrire alla donna interventi che potenzino le sue risorse personali: percorsi di orientamento al lavoro, corsi di formazione che promuovano sia il suo reinserimento sociale che la sua autonomia. Saranno previsti contributi per l’affitto, inserimenti lavorativi, baby sitter, solo per fare alcuni esempi». La donna, quindi, verrà seguita anche in un percorso che la porti a trovare un lavoro e a potenziare tutte le sue risorse personali. «Tra le attività da realizzare con il progetto – conclude Piccini – si prevedono inoltre attività di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza, da realizzarsi nel territorio di riferimento».

Anche dopo il recente omicidio di Capalbio, l’invito rivolto alle donne è quello di chiedere aiuto ai centri anti-violenza sempre pronti a intervenire. –



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