Toscana
Cinque coltellate al petto Condannato a 5 anni e 4 mesi
Dovrà risarcire la vittima costituitasi parte civile con 50.000 euro Riconosciuta l’attenuante dello stato d’ira
grosseto
Cinque anni e 4 mesi è la pena per Deny Alexander Maldonado Lopez, 34 anni, dominicano, arrestato nell’estate dell’anno scorso con l’accusa di tentato omicidio ai danni di un connazionale, Osiris Javier Rodriguez Morban, colpito con cinque coltellate al petto. Una lite avvenuta davanti a un locale.
E il tentato omicidio è stato riconosciuto dal giudice dell’udienza preliminare, che ha giudicato l’imputato con il rito abbreviato e dunque con la riduzione di un terzo sulla pena finale. Un abbreviato condizionato alla perizia medico-legale e accompagnato dalle dichiarazioni dell’imputato, che ha sempre spiegato di non aver voluto uccidere. Maldonado dovrà anche risarcire Morban, costituitosi parte civile con l’avvocato Stefano Severi, con ben 50.000 euro.
Nella pena complessiva è stato compreso anche il reato di porto abusivo di coltello ma è stata riconosciuta l’attenuante di aver agito in uno stato d’ira per un fatto ingiusto altrui, cioè la discussione davanti al locale per la ventilata ipotesi che gli fosse stato impedito di vedere la bambina e poi un diverbio con un colpo ricevuto. Quel giorno era in programma la festa della figlia dell’ex compagna.
Alla fine di gennaio, cioè al deposito delle motivazioni, sarà possibile comprendere quale ragionamento abbia seguito il giudice. Dice l’avvocato Roberto Baccheschi, che difende l’imputato: «Maldonado non è stato creduto. Eppure per tre volte, la mattina stessa alla polizia giudiziaria quando aveva confessato di fatto costituendosi, nel corso dell’interrogatorio di garanzia il giorno successivo e anche l’altra settimana quando si è fatto esaminare, ha detto di non aver mai voluto uccidere». Secondo l’accusa, vi sarebbero stati due coltelli, ma Maldonado (che aveva parlato di un solo coltello) ha sempre detto che non erano suoi. Lo ha ripetuto l’altra settimana: «Il coltello non era mio. Era suo: io l’ho raccolto e l’ho utilizzato».
«Abbiamo sostenuto - aggiunge il legale - che non vi fosse stato un tentato omicidio bensì un episodio di lesioni gravi. La nostra perizia, affidata al dottor Roberto Martini, ha dimostrato che non vi era mai stato un pericolo di vita della persona offesa: lesioni non profonde, non inferte con forza».
«Posso dire già adesso che faremo sicuramente appello. Restiamo convinti che non si sia trattato di un tentato omicidio. Per quelle lesioni, pur gravi, Maldonado si è dichiarato pentito ed è consapevole di dover pagare un debito con la giustizia». —
pierluigi sposato
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