La protesta
Video falsi sui lupi e troppi pregiudizi sul web «Lasciamoli vivere»
grosseto
«Gli allarmi sul lupo, la sua presenza e gli effetti catastrofici che avrebbe sull’economia del territorio ci viene proposta ad ogni occasione. Meriterebbe fare delle piccole considerazioni...». Comincia così la riflessione proposta dall’associazione ambientalista la Duna sulla presenza di predatori nella nostra provincia. «600 lupi censiti per 1.086.000 ettari di boschi, 360mila euro di danni accertati e risarciti giustamente al settore allevamenti - dicono - Questi sono elementi noti e pubblici reperibili nelle varie banche dati che riferiscono di circa 600 lupi per 1.086.000 ettari di superficie boscata in Toscana. 109 gruppi di riproduzione, due lupi fissi ogni gruppo più la prole, sparsi nel verde della regione».
Ogni lupo ha, teoricamente, 1810 ettari per vivere, sostentarsi, riprodursi, secondo i calcoli dell’associazione.
« Nella nostra regione, sempre in questo milione di ettari di boschi, vivono, secondo stime istituzionali e di settore, circa 500mila ungulati, cinghiali, caprioli, daini, che con altri piccoli animali costituiscono la maggior parte della dieta del lupo - spiegano gli ambientalisti - Si tolga pure la popolazione adulta di cinghiali, preda problematica anche per un lupo che infatti preferisce, per ovvi motivi, i piccoli. Si nota benissimo come non ci sia una scarsità di nutrimento per il nostro grande predatore, che comunque, a volte, non disdegna prede che rappresentano un soggetto economico per gli allevatori. Soggetto economico perché comunque gli animali uccisi dai lupi (o ibridi o cani vaganti) sarebbero uccisi lo stesso, nessun “amore verso gli animali”, solo un mero conteggio e danno economico». I risarcimenti contro le predazioni ci sono, anche se a volte arrivano con qualche ritardo.
«Si arriva poi al clamore mediatico che oggi è ancora più amplificato dal web e dai social - dicono dalla Duna - per cui un evento registrato in una qualsiasi parte d’Italia può essere trasportato e proposto come accaduto sotto casa. È il caso di un video girato in un area protetta del delta del Po che viene proposto in questi giorni su Fb come girato in due zone vicine, la piana/padule di Scarlino e la Val di Cornia. Tutto questo per il non tanto velato obiettivo di incutere timore, dimostrare una presunta eccessiva diffusione su territori vicino casa del lupo, famiglie di lupi, branchi di lupi. Poi, dopo un poco, quando si dimostra la falsità di certe notizie, il filmato sparisce per poi riapparire dopo poco da qualche altra parte, magari anche solo per raccattare un paio di like o condivisioni».
La maggior parte delle persone che frequentano i boschi però non vedrà mai un lupo se non in qualche parco faunistico e se lo vedrà sarà sicuramente una esperienza unica se gestita responsabilmente. «Anche un cinghiale è pericoloso e se in pericolo attacca causando anche ferimento gravi - dicono gli ambientalisti - Quindi lasciamolo vivere, nonostante quello che si dice e si vuol far credere è l’uomo ad essere pericoloso per il lupo e non viceversa. Abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessore Saccardi in merito alle predazioni. Non potrà accadere perché esiste una normativa europea e nazionale sul lupo ma come sarebbe spiegabile se la Regione Toscana, famosa nel mondo per il suo ambiente, per certi versi diminuisse il livello di protezione verso una razza come il lupo che non da molto è uscita dal rischio di estinzione? I risarcimenti sono giustissimi come è giusto il diritto alla sopravvivenza del lupo. 300, 400, 500 mila o 1 milione di euro possono giustificare la negazione all’esistenza di una razza animale? ». —
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