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Software ancora “latitante” Rischio paralisi dal 1° gennaio
grosseto
La vera incognita? L’aggiornamento del software per i registratori di cassa telematici. Parola di installatori.
«Tutti temono la Lotteria degli scontrini e il cashback, ma il problema vero, che rischia di mandare tutto all’aria, è il nuovo software per l’invio telematico dei dati all’Agenzia delle Entrate», spiega Andrea Pini che Marco Savelli, Manola Turin e Luca Terzaroli è a capo della Pigiemme, ditta che fornisce registratori di cassa e assistenza a un migliaio di clienti in provincia.
Il nocciolo del problema è che l’Agenzia delle Entrate ha cambiato il tracciato record per la trasmissione telematica dei corrispettivi. Dal 1° gennaio 2021, insomma, la “strada telematica” su cui transitano i dati relativi agli scontrini battuti sarà il cosiddetto XML 7.0. I registratori di cassa telematici devono perciò essere aggiornati col nuovo software.
«Il sistema è comodo – spiega Pini –. Tu premi il tasto “pagamento elettronico” o “pagamento in contanti” ed è fatta. Doveva essere obbligatorio da luglio, ma il Covid ha costretto a rimandare. Alla fine il 19 novembre è stato deciso che entrerà in funzione il 1° gennaio». Ma il software non esiste.
Spiega il collega Paolo Cecchi della TCS Service di via Belgio, l’altra ditta del settore, con poco meno di un migliaio di clienti: «Si è deciso il 19 novembre per un’entrata in vigore del 1° gennaio; i costruttori di casse non hanno avuto il tempo di sviluppare i software di aggiornamento».
La speranza è che a breve siano disponibili. La patata bollente, a quel punto, passerà agli installatori, che dovranno affrontare una corsa contro il tempo per aggiornare tutte le casse in così pochi giorni. E finché non hanno il software è difficile dire quanto tempo si impiega per installarlo. Inoltre alcuni registratori non hanno la possibilità di fare l’aggiornamento. L’unica strada è cambiarli. Con costi aggiuntivi.
Per non parlare poi di tutte quelle attività che non si sono ancora dotate di una cassa telematica. L’obbligo di averla risale al luglio 2019 per chi ha fatturati fino a 400mila euro; al gennaio 2020 per gli altri.
Le associazioni di categoria hanno chiesto dei rinvii e, con l’arrivo della pandemia, hanno rinnovato la richiesta.
Ad oggi, secondo stime di Confcommercio, almeno il 30% dei commercianti non avrebbe ancora la cassa telematica a norma. —
f.f.
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