Gioco
La forte mareggiata distrugge la staccionata a protezione della duna
follonica
Non trova pace la duna di Follonica: il maltempo di ieri ha rovinato per la gran parte i lavori appena conclusi alla barriera di protezione. La mareggiata di ieri è stata talmente potente che il lavoro appena svolto dagli operai è stato in parte spazzato via dalle onde.
L’intervento era stato fatto per proteggere la duna di Pratoranieri e i lavori non erano ancora del tutto conclusi. Per salvaguardare l’ecosistema spiaggia-mare era stata studiata una palizzata in legno ancorata a terra ma la potenza del mare è stata veramente grande e il lavoro è stato rovinato.
Il progetto generale di ripristino della barriera era ancora in fase di esecuzione e prevedeva lavori per circa 700 metri, anche con riutilizzo del materiale spiaggiato da posizionare per il consolidamento della duna. I lavori svolti nelle scorse settimane si erano concentrati nella zona più compromessa della barriera, cioè lungo il tratto compreso tra il bar Ramazzotti ed il campeggio Tahiti, per circa 200 metri totali. L’intervento, attuato con lo strumento dell’accordo quadro, aveva visto una pesa di 22mila euro, imputabili ad economie di bilancio. «Una parte ha retto – dice il vicesindaco Andrea Pecorini – ma purtroppo un’altra è stata pesantemente compromessa. Il mare ha picchiato fortissimo, speravamo potesse funzionare». Il lavoro aveva infatti ricevuto il plauso di molti ma purtroppo il maltempo non lo ha risparmiato. Domani mattina il vicesindaco Andrea Pecorini incontrerà i tecnici della ditta che sta svolgendo i lavori per pensare ad una soluzione: «Non sarà facile – dice – con questo lavoro pensavamo di aver risolto. Faremo una riunione per capire come procedere». Il lavoro sulla costa si era interrotto da alcuni giorni a causa del maltempo e l’obiettivo era di ripartire entro mercoledì con la costruzione della lunga palizzata di protezione.
Le dune costituiscono un tipico elemento morfologico della spiaggia follonichese che, oltre a costituire un ambienti di grande interesse naturalistico ed ecologico, delimitano e proteggono ciò che hanno alle spalle. I sistemi dunali costieri, piuttosto diffusi fino a pochi anni fa, oggi sopravvivono in un numero alquanto ristretto di zone e ciò che è sopravvissuto e tuttora minacciato da gravi e avanzati meccanismi di degrado, legati essenzialmente alla diffusa antropizzazione e all’erosione dei litorali. Per questo proteggere le poche parti rimanenti di questo bene è diventato fondamentale. La duna però, sembra godere di scarsa fortuna: nei mesi estivi è stata bersaglio di numerosi atti vandalici, con gruppi di ragazzi che hanno acceso fuochi con le protezioni in legno e con bagnanti che, incuranti del divieto, hanno calpestato il verde. Negli ultimi anni quel tratto di costa si è mostrato danneggiato e bisognoso di cure. Al fine di ripristinare la funzionalità della barriera di protezione della duna è quindi stato ritenuto necessario provvedere alla sostituzione della barriera, servendosi di tecniche di ingegneria naturalistica differenti, e provvedendo alla formazione di una palificata costituita da pali e traverse di castagno. Adesso dovrà essere trovata una soluzione che possa garantire più stabilità alla struttura, visto che il maltempo di ieri potrebbe colpire di nuovo la costa in futuro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google