Italia
Dal caffè alle lenti da vista dubbi ma anche una dritta
Per le microtransazioni sotto a 5 euro dal 1° gennaio non saranno più applicate le commissioni. Ma fino ad allora restano a carico del commerciante
grosseto
Un vantaggio per i clienti, un incentivo a stare alla larga dall’e-commerce e favorire i negozi della propria città, e un modo per scongiurare i pagamenti in contanti e certe “dimenticanze” di battere lo scontrino. Il programma Cashback promette di essere uno strumento trasparente e utile per i clienti.
Costi per gli esercenti: i dubbi al bar
«Ma anche su una tazzina di caffè devo pagare la commissione?», chiede Alessio Senesi, titolare del bar Hashtag in via Oberdan. Aperto appena lo scorso gennaio e riuscito, nonostante questa annata disperata (anche per il commercio e per le attività di somministrazione) a tenere botta grazie alla capacità di sapersi rapidamente adattare alle nuove direttive – in ultimo il servizio take away con la completa riorganizzazione degli spazi – l’Hashtag pone la questione delle questioni rispetto ai pagamenti elettronici per microimporti: la commissione a carico degli esercenti. Soprattutto per quelle attività che, come i bar, battono molti scontrini sì, ma di importi bassi, come ad esempio un caffè.
niente commissioni sotto i 5 euro
Proprio due giorni fa qualcosa si è finalmente mosso. Bancomat spa, leader nel mercato dei pagamenti con carte di debito in Italia, ha annunciato che dal 1° gennaio 2021 per due anni, in via sperimentale, non applicherà commissioni sulle microtransazioni, ovvero quelle inferiori a 5 euro, effettuate sul circuito PagoBancomat. L’obiettivo è incentivarne l’uso del bancomat tra i cittadini e facilitare l’adozione del pos da parte degli esercenti, in linea col Piano Italia Cashless. Occhio, però: l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti sotto i 5 euro parte solo dal 1° gennaio. Dunque non vale per l’Extra cashback di Natale.
Per le spese superiori restano le commissioni, il cui importo dipende dalla banca.
C’è però la possibilità di pagare, ad esempio, con Satispay, un borsellino elettronico – nella pratica un’app che si scarica sul cellulare e dove si caricano gli importi da spendere – che aderisce al cashback, dotato di geolocalizzazione con individuazione automatica del negozio, e che fino a transazioni da 20 euro non ha costi per gli esercenti.
occhio... dall’ottico
Tornando dalla parte del cliente, ci sono poi alcuni accorgimenti di cui tener conto. Ad esempio per quei prodotti che, in un certo senso, vengono già tracciati e già passano dall’Agenzia delle entrate: i prodotti detraibili, collegati alla tessera sanitaria.
«Prodotti come occhiali da vista, lenti a contatto, liquidi per lenti a contatto sono detraibili, collegati al Sistema tessera sanitaria dell’Agenzia delle entrate», spiega Elisabetta Solito, che con i fratelli Salvatore e Beatrice è titolare dell’Ingenium ottica di via Bonghi a Grosseto.
«Per quanto riguarda la partecipazione alla Lotteria degli scontrini – spiega ancora Elisabetta – per gli scontrini con articoli detraibili il cliente dovrà scegliere se partecipare alla Lotteria, mostrando il codice lotteria, oppure accedere alla detrazione fiscale. Ma non potrà fare entrambe le cose».
Insomma, o si porta la spesa in detrazione, per avere indietro il 19% con la dichiarazione dei redditi, o si partecipa alla Lotteria. Ma non si possono fare entrambe le cose.
Vale anche per il cashback? Al momento non è chiaro.
Nessuna limitazione al cashback, invece, per gli acquisti di occhiali da sole e accessori non detraibili. —
f.f.
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