Gioco
Trovati due relitti in fondo al mare
A giugno erano state recuperate alcune anfore, poi i sommozzatori della guardia di finanza avevano scoperto le due nave affondate: una è di epoca romana
FOLLONICA. La scoperta era stata fatta lo scorso agosto da Marco Castagna, romano con origini follonichesi, e oggi, grazie alle operazioni condotte dai finanzieri del reparto operativo aeronavale di Livorno, in collaborazione con la tenenza di Follonica, adesso il quadro è completo: nelle acque antistanti al golfo di Follonica sono stati trovati due relitti, affondati nella stessa secca a distanza di secoli l'uno dall'altro. Si tratta di una nave molto probabilmente di epoca romana e una seconda nave, databile tra XVIII e il XIX secolo. Un ritrovamento archeologico sorprendente. A giugno scorso erano state fatte delle indagini investigative che avevano permesso di recuperare già allora alcune anfore. Una successiva ricognizione del nucleo sommozzatori della stazione navale di Livorno ha permesso d’individuare adesso i resti di un relitto navale, oltre a ulteriori reperti archeologici poco distanti. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo – diretta da Andrea Muzzi – si è dunque attivata e, grazie a una proficua collaborazione con la direzione generale, ha ottenuto uno specifico finanziamento, su un capitolo di spesa dedicato espressamente alle indagini e attività finalizzate alla tutela delle aree e delle zone di interesse archeologico, che consentisse un più esteso intervento di scavo, conclusosi proprio in questi giorni. Le ricerche, condotte sul campo dagli archeologi della Asps servizi archeologici e grazie al supporto dello stesso personale della guardia di finanza, con l’appoggio logistico del diving Feel Dive di Scarlino, hanno così evidenziato, vicino ad una secca, la presenza di almeno due affondamenti navali. Nel corso delle operazioni sono stati documentati i resti di due scafi e recuperato materiale archeologico di rilevante interesse per la storia della navigazione. Quanto recuperato è stato consegnato alla Soprintendenza e le anfore adesso si trovano in una vasca a desalinizzare.
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