Gioco
Danni da predazioni Oltre 188mila euro destinati alle aziende
La Regione ha accolto 335 domande di 129 allevamenti Rabazzi: «Risarcimenti sacrosanti ma arrivano tardi»
GROSSETO
Invece delle pecore, sotto l’albero di Natale, nel presepe degli allevatori grossetani, ci saranno quest’anno i risarcimenti per i danni provocati dalle predazioni dei lupi nel corso del 2019. Un ristoro tardivo, ma pur sempre gradito.
La Regione, ieri, ha reso noto che l’importo complessivo ammonta a 363mila euro, spalmato su 520 domande presentate da 201 aziende toscane. La Maremma è l’area nettamente più interessata dal problema. La cifra più cospicua (188mila euro) va infatti alle 335 domande (oltre il 60 per cento) presentate da 129 aziende del Grossetano. Quasi 94mila euro invece andranno alle 85 domande presentate da 28 aziende del Senese. Il resto – cioè le briciole – se lo dividono Arezzo (50 aziende), Lucca (7), Massa (4) e Firenze (4).
«Sono numeri significativi – commenta Enrico Rabazzi, direttore di Confederazione Italiana Agricoltori – numeri che conoscevamo e che attestano come gli allevamenti ovini si trovino soprattutto in Maremma e i predatori lo stesso. Nelle altre province il problema è marginale, se non inesistente. I risarcimenti della Regione Toscana sono sacrosanti, ma arrivano tardi e non coprono mai il danno effettivamente subito. Ancora oggi, dopo anni che parliamo del proliferare di questi predatori, non vedo misure risolutive».
Rabazzi si stupisce ancora una volta per l’assenza di rispetto, da parte di molti, per il lavoro che i pastori fanno ogni giorno per mantenere un certo ambiente e paesaggio, di cui poi gode gratuitamente l’intera collettività. «L’allevamento è un settore da proteggere – prosegue – che soffre per il prezzo del latte, per i danni dei predatori, per la contingenza. I pastori devono essere sostenuti, aiutati. Sono convinto che alcune delle aziende destinatarie del ristoro in arrivo per i danni provocati dai lupi nel 2019, nel frattempo hanno chiuso».
«Nessun esponente del mondo agricolo – conclude Rabazzi – ha mai sostenuto che i danni alle greggi sono provocati solo da lupi, ma nemmeno accettiamo il paradosso che non esistano, siano pochissimi o i lupi non ne siano affatto responsabili. Il fenomeno delle predazioni, ripeto, è dovuto a lupi, ibridi e cani randagi».
La vicepresidente della Regione Toscana, l’assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, spiega così la misura liquidativa: «È una prima risposta non esaustiva, lo so, ma rappresenta un sostegno concreto a fronte di una situazione che nelle campagne (soprattutto nel Grossetano e nel Senese) resta difficile per i danni arrecati alle aziende agricole dagli attacchi dei predatori. Siamo anche consapevoli che la logica dei meri risarcimenti non basta e stiamo lavorando per dare una svolta nella gestione dei predatori che renda possibile la sopravvivenza del tessuto produttivo nel sttore lattiero-caseario».
E l’annuncio della Regione Toscana, di liquidare gli indennizzi, viene commentato anche dal sindaco di Magliano in Toscana Diego Cinelli: «Sono un allevatore che conosce bene la problematica delle predazioni e quindi ringrazio chi si è adoperato per raggiungere questo obiettivo. Adesso, però, c’è da fare di più». Cinelli spiega quale è la richiesta che, da sindaco, avanza all’assessore Saccardi. «Gli indennizzi non servono se non si interviene alla radice del problema. Chiedo all’assessore all’agricoltura di convocare un tavolo con gli amministratori dei territori più colpiti per un confronto e per individuare le soluzioni, come ho anticipato al consigliere Andrea Ulmi, con cui ho condiviso la campagna elettorale» . —
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