Il Tirreno

Grosseto

via della pace 

«Autolavaggio troppo rumoroso», scatta la chiusura

Elisabetta Giorgi/
«Autolavaggio troppo rumoroso», scatta la chiusura

Dopo un esposto partono  i controlli e Arpat rileva  il superamento della soglia  Il sindaco ha ordinato lo stop temporaneo

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I decibel sono risultati oltre la soglia prevista dalla normativa. E così è stata chiusa perché “troppo rumorosa”, a Grosseto, l’attività di autolavaggio auto nella centralissima via della Pace, al civico 129.

Siamo nell’area del distributore di carburanti della Esso all’incrocio con via Trieste, all’interno della quale sorge un servizio-pulizia dei veicoli, dotato di compressori e idropulitrici. Qui, a seguito delle proteste di alcuni abitanti culminate in un esposto, in questi mesi sono scattati i controlli di Arpat che hanno rilevato il superamento dei limiti massimi di rumori oltre la soglia consentita per legge. A quel punto il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – circa dieci giorni fa - ha emesso un’ordinanza che ha disposto la chiusura temporanea dell’attività di autolavaggio (mentre resta aperto il servizio di rifornimento carburanti), finché il titolare non abbia provveduto a risolvere la contestazione. È stato l’atto sindacale 235 del 24 novembre a decretare “l’inibizione dell’attività rumorosa provocata dall'attività di autolavaggio presso la stazione di servizio Esso ubicata in via della Pace 129 a Grosseto”, come recita l’oggetto. La segnalazione - riferisce il primo cittadino nelle premesse dell’ordinanza - era stata trasmessa ai Servizi Ambientali del Comune il 24 ottobre, evidenziando «il disturbo negli ambienti abitativi causato dal rumore degli impianti tecnologici a servizio dell'attività di autolavaggio». Il giorno dopo, il 25, il servizio Ambiente ha invitato il titolare a verificare per proprio conto i livelli di rumorosità dei macchinari, mentre il 17 novembre Arpat, incaricata di effettuare controlli fonometrici, ha trasmesso al comando della Municipale l’esito del monitoraggio in cui ha rilevato «il superamento del livello di immissione differenziale pari a 6,5 decibel durante l’attivazione del compressore e di 17,8 decibel durante l’utilizzo dell’idropulitrice usata per il lavaggio a mano delle auto». In pratica, stando a questi rilievi e secondo quanto riferisce la stessa Arpat contattata telefonicamente, «l’idropulitrice quando era in funzione superava il limite di legge di oltre 17 decibel: per intendersi un aumento del livello di rumore nell’ordine del 100%». A quel punto il sindaco ha emesso l’ordinanza per «interrompere subito l’attività di lavaggio auto fino all’esecuzione dei necessari interventi di mitigazione del rumore», riportare nei limiti di legge le immissioni acustiche durante il giorno negli ambienti di vita confinanti con l’impianto di autolavaggio, ed eseguire entro trenta giorni dalla notifica dell’ordinanza gli interventi di mitigazione per il compressore. Iltitolare ha provveduto? Sì. L’assessora all’ambiente, Simona Petrucci, spiega che «il titolare ha già provveduto a risolvere la sua pratica mandando tutto in Comune, ovvero sia la relazione acustica che la successiva documentazione fotografica che gli era stata richiesta». Valutato il tutto, in questi giorni «la struttura potrà riaprire». —

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