Gioco
Tassa di soggiorno Favorevoli e contrari il dibattito continua
Decisione non ancora adottata ma schieramenti delineati Anche sull’estensione ai turisti delle seconde case
Follonica
Tassa di soggiorno sì, tassa di soggiorno no: le posizioni a Follonica sembrano essersi cristallizzate ma l’argomento, delicato, è stato materia di lunghi confronti tra l’amministrazione e gli albergatori della città del Golfo. Di fatto, però, una decisione ancora non è stata presa.
L’imposta di soggiorno è entrata in vigore a Follonica il 1° luglio 2012 e da allora quanto ricavato dalla tassa è stato destinato a finanziare gli interventi in materia di turismo e promozione della città, compresi gli interventi a sostegno delle strutture ricettive, nonché quelli di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali.
A Follonica l’imposta va da un minimo di 50 centesimi a notte a persona per i campeggi a due stelle, fino ad un massimo di 3 euro a persona per gli alberghi a 5 stelle e si paga per un massimo di 14 giorni.
L’arrivo della pandemia ha portato l’argomento alla ribalta e se già lo scorso aprile l’associazione Booking chiedeva all’amministrazione follonichese, allora guidata dal commissario prefettizio Alessandro Tortorella, di sospendere l’imposta, adesso l’idea è stata ribadita anche da altri.
In occasione dell’ultimo consiglio comunale è stata presentata una variazione di bilancio in merito alla famosa tassa: ai previsti 220 mila euro ne sono stati segnati 370 mila, 150 mila in più di quanto pensato.
Questo ha consentito al vicesindaco Andrea Pecorini, assessore ai lavori pubblici, di presentare i lavori destinati all’abbellimento della città: il rifacimento del verde tra piazza a Mare, via Roma e piazza Ettore Socci, il rifacimento dei lampioni su viale Italia a Pratoranieri e il completamento dei lavori di protezione della duna.
Per Giacomo Manni, capogruppo Pd in consiglio, «bene è stato fatto nel mantenere la tassa – dice il consigliere – in quanto la sua incidenza non influisce sull’attrattività di una città ma determinanti sono la promozione, il decoro e l’offerta turistica che una città deve saper offrire».
«Ricordo – ha detto il consigliere di Follonica a Sinistra Enrico Calossi – che la tassa di soggiorno è un’intelligente imposta che mira a distribuire fra tutti i cittadini di una località i vantaggi legati al turismo».
C’è poi una novità: l’idea, tra la maggioranza, di estendere l’imposta anche agli affitti estivi.
L’idea non è piaciuta a In Movimento per Follonica, il gruppo a matrice socialista che non siede in consiglio: «No all’imposta di soggiorno sulla seconde case. In un momento di grave crisi generale, derivata dal covid, il solo pensare di aumentare le tasse ci sembra fuori luogo», ha subito detto Francesco De Luca. Tra i banchi dell’opposizione, invece, l’idea di estendere la tassa di soggiorno anche alle seconde case piace. —
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