Sicurezza
Spaccio di cocaina nel furgone posteggiato in zona piazza Lulli
grosseto
Lo scambio denaro-sostanza stupefacente era avvenuto all’interno di un furgone parcheggiato nella zona di piazza Lulli, ma i movimenti erano stati visti benissimo da due carabinieri in borghese, che poi erano intervenuti e avevano controllato il cliente, procedendo poi a una perquisizione.
Per quell’episodio di spaccio risalente al 2 giugno 2017 ma anche per la dichiarazione di false generalità (reato ritenuto più grave), il giudice Marco Bilisari ha condannato a 1 anno e 2 mesi (pena sospesa e non menzione) Said Jarmouni, 23 anni, nativo del Marocco. Era imputato di aver spacciato in più occasioni cocaina a quel cliente: due-tre volte alla settimana, più o meno 0,3 grammi alla volta, un prezzo oscillante tra i 20 e i 30 euro. Quando i due furono sorpresi dai carabinieri che lo stavano seguendo nei suoi spostamenti in città, Jarmouni avrebbe ceduto due involucri da 0,4 e 02 grammi netti in cambio di 50 euro, trovati nel corso della perquisizione dell’acquirente. Questi aveva spiegato ai due appuntati dell’Arma di aver preso per telefono con lui quel giorno e di aver acquistato altre volte la droga da lui, appunto. Il cliente è stato ascoltato in aula, così come uno dei due sottufficiali che avevano seguito il caso.
Quel giorno l’imputato non aveva con sé documenti. Fu quindi portato in caserma per essere sottoposto agli accertamenti di rito e alle comparazioni. E fu da quelle operazioni che venne fuori che Jarmouni sarebbe stato censito nelle banche dati con altre generalità. Tre complessivamente le generalità diverse fornite. Il giudice spiega che non è possibile accertare con esattezza quali siano quelle giuste ma il ragionamento logico consente di concludere che almeno una di quelle è falsa. Ci potrebbero essere state piccole differenze nel cognome, magari dovute ad errori di trascrizione, ma il fatto che abbia indicato due diverse date di nascita (20 ottobre 1997 e 1 gennaio 1997) depone a favore dell’accusa. —
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