Toscana
Addio a Natalino, era il Re delle notti Inventò la dolce vita maremmana
Lo storico gestore di locali come la Vela e il King’s avrebbe compiuto 81 anni a dicembre: è stato vinto da una malattia Nativo di Buriano, tifosissimo del Grosseto, era entrato in amicizia con tantissimi personaggi dello spettacolo
il ritratto
enrico giovannelli
Era il Re della notte e ha fatto divertire e ballare generazioni di maremmani. Ieri mattina alle 6,30, si è spento Natalino “Nat” Galgani, nella sua casa a Grosseto, avrebbe compiuto 81 anni il 23 dicembre, poco prima di Natale insomma, stroncato da un male incurabile. Galgani è stato lo storico imprenditore che ha fatto letteralmente “sballare” generazioni di adolescenti, e anche persone più mature, soprattutto al King’s di Cala Galera il suo regno prediletto, sapendo fondere la musica da discoteca con il “live”, grazie ai musicisti e cantautori più in voga dell’epoca.
Ripercorrere la vita di Natalino, nato a Buriano e che si è sempre considerato un castiglionese doc, uomo dall’aspetto inconfondibile, sempre pronto alla battuta che aveva una sua frase preferita «A tutti i poeti manca un verso», è immergersi in un mondo pieno di luci e allegria, ma anche di tanto, tanto altro. Negli anni ’’90 e all’inizio del 2000, come non ricordarsi delle battaglie infinite da presidente provinciale del sindacato dei locali da ballo, Silb, che ha sempre sostenuto per combattere la “pirateria” estiva, con alcune strutture che s’improvvisavano discoteche a cielo aperto senza averne i requisiti.
E poi insieme al lavoro c’era la sua altra grande passione: il calcio, tifosissimo quasi sfegatato del Grosseto, che amava alla follia e sempre presente allo Zecchini, apprezzando anche il mondo dei dilettanti che conosceva benissimo.
Aveva iniziato come direttore di sala al Gabbiano di Punta Ala, dove aveva conosciuto Fred Bongusto e con lui giocava a tennis. Alla Standa, dove era stato sindacalista, aveva conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie. Poi era diventato protagonista delle notti. Con Natalino se ne va la “dolce vita maremmana”, stagioni indimenticabili iniziate negli anni Settanta a Punta Ala con la Vela, la Bussola, il Black Sun, la Voce del mare (locale che fu anche bruciato e ricostruito dopo qualche anno all’inizio degli anni Ottanta) e impreziosita dai super ospiti come Mina e Ornella Vanoni tra gli altri; e poi alternandosi con Cortina e Montecarlo, e lo sbarco all’Argentario e la nascita del King’s, il locale che ha tracciato davvero un’epoca, sia per la scelta del posto la Marina di Cala Galera, sia per la gestione impeccabile di Natalino, che sapeva accogliere tutti allo stesso modo: politici, sportivi, artisti, attori e soprattutto i musicisti. Ogni serata, o meglio “nottata”, diventava un evento a se stante, e che rimaneva scolpito nell’immaginario collettivo di ogni singolo ospite: quasi al solito tavolo potevi trovare l’eterno Franco “Califfo” Califano o magari Marco Pantani a sorseggiare un drink. Renato Zero era un suo amici, Nat aveva partecipato anche l’anno scorso ai suoi concerti. Poi le imprese grossetane, quella del bar La Vasca e quella del Jab.
«Natalino ha saputo anticipare le mode e le tendenze – ha detto un commosso Mauro Palmieri, attuale presidente di Silb – È una perdita carismatica, da lui abbiamo imparato tutti, con il suo carattere estroverso ma che sapeva andare dritto allo scopo senza formalizzarsi. Siamo davvero dispiaciuti e il nostro pensiero va alla famiglia».
Toccanti le parole di una delle due figlie, Federica, che ha lasciato sul social Facebook: «Per prima cosa voglio ringraziarvi per i vostri bellissimi messaggi – ha scritto – ne sono arrivati davvero tanti e lui sarebbe stato felice e orgoglioso di vedere tanta stima e affetto nei suoi confronti. Il funerale sarà un evento privato, sia per espressa volontà di mio padre, sia per le disposizioni sanitarie. Io e la mia famiglia vi chiediamo di avere rispetto sia della volontà di mio padre che, ovviamente, della legge. Sono certa che capirete e sono altrettanto certa che lui sta già sentendo il vostro abbraccio e sarà commosso. Ha amato profondamente il suo lavoro e ha amato Grosseto. Vedere questo amore ricambiato è un grande conforto adesso. Se avete intenzione di inviare un pensiero vi chiedo di non comprare fiori ma di devolvere ciò che vorrete all’associazione La Farfalla».
Durante la giornata innumerevoli le testimonianze d’affetto, con gli amici più stretti che hanno ricordato il compleanno degli ottant’anni dello scorso dicembre. Si è unito anche lo staff di Miss Italia: nei suoi locali molte volte si erano svolte le selezioni. «Per molti di noi eri un padre e non prendevamo mai iniziative se prima non ascoltavamo i tuoi preziosi e puntuali consigli – ha sottolineato Carlo Sestini – Che gioia quando lo scorso dicembre si è festeggiato, insieme ad un piccolo manipolo di amici come Bruno, Sandro, Alessandro e Luca, il tuo ottantesimo compleanno. Come eri felice nel ricordare questo traguardo. Dicevi sempre, nonostante il tuo attaccamento alla vita, che ne avevi vissute almeno dieci contemporaneamente e quindi eri sereno qualora fosse arrivato il “tuo momento”. Eri orgoglioso di aver portato la Maremma sulla tv di Stato in molte trasmissioni, anche in prima serata, e ti crucciavi del fatto che i suoi amministratori non avessero mai saputo cogliere le tante opportunità offerte loro. Come dimenticare poi le incursioni a “Porta a Porta” di cui spesso siamo stati ospiti, grazie alla tua amicizia con uno dei suoi registi, il grande Enrico Basile. E poi i progetti di Dilettando, Teatro Tv e Miss Italia. Eri versatile, multiforme, persona di grande cultura, nonostante come amavi dire, la tua scuola era la strada e la vita stessa. Mi dispiaccio che la tua Grosseto e non solo, non avrà modo di esprimerti l’affetto che meritavi, per colpa di questo maledetto virus che sta condizionando le nostre vite. Ma lunedì pomeriggio, sono convinto, che saranno in molti a pensarti, quando si celebrerà il tuo ultimo viaggio. Ciao Nat. Grazie per quello che mi hai dato e per quello che hai fatto nelle tue tante vite». —
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