Il dolore
Da Roma un fiume di soldi per i Comuni
Anci Toscana rende note le somme dei ristori ai municipi che si aggiungono al “fondone”: per Grosseto sono più di 5 milioni.
GROSSETO. Il quadro in cui ci si muove è inedito ma inedita è anche la portata delle somme che il governo ha messo sul piatto per i Comuni: tanti soldi così, in pochi mesi – in questo caso, da luglio a novembre – i sindaci non li avevano mai visti. Solo per il capoluogo di provincia, Grosseto, si parla di più di cinque milioni di euro (è la somma delle due misure-clou), ma anche comuni-principi del turismo maremmano – come Castiglione della Pescaia – sono stati serviti bene, nel senso che è scongiurato il rischio default, almeno causa pandemia da coronavirus, che pendeva come una spada di Damocle dopo che i primi cittadini erano stati costretti a ri-manovrare i loro bilanci. «La nostra manovra– nota il sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani – ha comportato una modifica di bilancio da circa 2 milioni e 800mila euro. Io credo che a conti fatti ne rientreranno 2 milioni e 700mila, pressoché tutto. L’investimento è coperto».
Ricapitoliamo. Due sono i pacchetti che sono stati previsti dal governo per arginare il rischio-prosciugamento delle casse municipali provocato dall’emergenza sanitaria. Innanzitutto c’è quello che i sindaci hanno ribattezzato “il fondone”. Ebbene, qui c’è “la polpa”. L’articolo 106 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020 istituisce un fondo con una dotazione di tre miliardi e mezzo di euro per il 2020 in favore dei Comuni (3 miliardi) e delle Province e Città metropolitane (500 milioni), come rammenta Ifel-Fondazione Anci: rappresenta un contributo del governo alle perdite di gettito registrate dagli enti locali a seguito dell’emergenza da Covid-19, con cui si consente ai Comuni di garantire l’espletamento delle proprie funzioni fondamentali (i servizi). Ebbene, il “fondone” garantisce, per esempio, al comune di Grosseto 4 milioni e 165mila euro, al comune di Follonica 1 milione e 875mila euro, al comune di Castiglione della Pescaia 1 milione e 562mila euro. Con queste risorse – che a differenza dei ristori tout court devono essere rendicontate – i sindaci dovrebbero riuscire a tenere in moto la macchina amministrativa.
Oltre alla maximisura appena descritta, ve n’è un’altra di portata considerevole. Sono i cosiddetti “ristori” che Roma ha assegnato ai Comuni in due tranche, quella estiva e quella che sta per essere accreditata. Anci Toscana ha appena reso note le somme che i municipi toscani hanno ricevuto in acconto in estate e riceveranno in questi giorni come seconda tranche. Sono il risultato di quanto previsto con il decreto-legge n. 34 del 19 maggio (all’articolo 180, 181 e 177) che ha stanziato risorse poi implementate dal decreto-legge 104 ribattezzato Rilancio 2. Se il fondone è un contributo per il minor gettito introitato dalle casse civiche, i ristori sono una effettiva copertura delle “rinunce” dei sindaci alla “tassazione” di vacanzieri e imprese: sul fronte dell’imposta di soggiorno/sbarco, per Tosap-Cosap (parliamo dell’occupazione degli spazi pubblici), per l’Imposta municipale unica che avrebbe dovuto garantire il settore turistico e l’industria dello spettacolo. E qui i comuni turistici hanno fatto evidentemente la parte del leone: Castiglione della Pescaia, per esempio, Perla della Maremma da un milione e mezzo di vacanzieri ogni anno, ha ricevuto come ristoro dell’imposta di soggiorno 132mila euro a luglio, e sta per vedersi accreditati 531mila euro di novembre, dato più alto tra i 28 municipi. Dai ristori in toto (ovvero tutte le singole voci per entrambe le tranche) Castiglione della Pescaia riceverà 1 milione e 248mila euro, per esempio, Grosseto 1 milione e 195mila euro, Follonica 778mila euro, Orbetello 684mila euro.
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