Sicurezza
Sì alla pesca e no alla caccia Le doppiette non ci stanno
Grosseto
No alla caccia e alla pesca nelle regioni rosse. O, forse, sì ma solo alla pesca. Almeno stando alla notizia che sarebbero in corso di revisione le domande frequenti sul sito del Governo, per cui in zona rossa si potrebbe praticare la pesca sportiva nel proprio comune, con autocertificazione.
A un controllo effettuato ieri sul sito del Governo, alla domanda: «È possibile praticare l’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva?», la risposta è: «No», ma Fipsas e Fiops (le due Federazioni della pesca sportiva) fanno sapere di aver ricevuto una risposta ufficiale dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo la quale le Faq dovrebbero essere cambiate.
Sì alla pesca, dunque, ma non alla caccia.
Le doppiette, tuttavia, non ci stanno a rimanere escluse dalle modifiche e le loro rappresentanze hanno avviato un confronto per far valere le proprie ragioni.
Sull’argomento ha preso posizione a Grosseto, la Confederazione dei cacciatori toscani e la Federcaccia, per voce del presidente Davide Senserini.
«Sono note a tutti le differenze organolettiche fra la carne e il pesce. Al contrario, non sono poi tanto diverse le modalità con cui pescatori e cacciatori si procurano l’una (in questo caso, selvaggina) e l’altra. E lo sono sopratutto se si parla di rischio di trasmissione del Covid. Entrambe le attività, infatti, si svolgono all’aria aperta e in contesti in cui è facile mantenere le distanze di sicurezza», scrive Senserini con un pizzico di ironia. «Ci rallegra che il governo abbia intenzione di rivedere le Faq, consentendo la pesca anche nelle zone rosse, ma allo stesso tempo ci amareggia perché confermerebbe le impressioni di chi aveva letto una mera contrapposizione ideologica nel fatto che il governo avesse deciso di fermare l’attività venatoria, nel pieno della stagione, consentendo altre attività all’aria aperta. La Confederazione dei cacciatori toscani, a livello regionale, e Federacaccia nazionale hanno iniziato da subito un confronto per capire quali fossero le possibilità per la nostra categoria, senza mai mettere in secondo piano il profondo senso di responsabilità civile in un momento di grande difficoltà per il Paese. I nostri dirigenti, di ogni livello, non hanno mai parlato alla pancia del malcontento fra i cacciatori, lavorando piuttosto per un ragionamento costruttivo con le istituzioni, per far valere le buone ragioni della caccia. Pur esprimendo soddisfazione per il via libera alla pesca anche nelle zone rosse, non siamo più disposti a tollerare di essere abbandonati in un limbo in cui non ci sentiamo né carne né pesce. Il presidente nazionale Massimo Buconi è già all’opera affinché i diritti della nostra categoria non siano dimenticati e la Confederazione dei cacciatori toscani di Grosseto si unisce a questa legittima richiesta al governo», conclude Senserini. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google