Il Tirreno

Grosseto

Quel telefono accanto all’orecchio che temi sempre possa squillare

andrea capitani

Ecco come vivono i volontari il turno che include anche la notte  La cena si consuma nel garage, ci si appisola ma non si dorme mai 

2 MINUTI DI LETTURA





L’IMPEGNO

Non sono solo le modalità degli interventi di soccorso a cambiare in tempo di pandemia. Cambia anche la giornata tipo in seno alla Misericordia, rispetto al passato: ciò che non muta è la voglia di dare una mano al prossimo che anima ogni volontario.

«Il mio turno inizia alle 20 – racconta Davide Corsini – Qualche parola tra gli equipaggi del cambio turno, passaggio di consegne e subito, come prima cosa, viene fatta la check-list, controllando che tutte le attrezzature dell’ambulanza siano presenti e funzionanti. Dall’inizio della pandemia, durante la check-list viene controllata anche la presenza di camici, mascherine Ffp2 e visiere, obbligatorie da indossare per tutti gli interventi. Dopo il controllo del mezzo e verificato che tutto sia in ordine, l’equipaggio si avvia alla cena al sacco preparata da casa, che viene consumata anche nella metà del garage della sede, utilizzato dai volontari per il distanziamento. Si chiudono le porte della sede e, tra una chiacchiera e l’altra, c’è chi guarda un film o naviga sui “social” sempre con un orecchio dedicato al telefono del 118, che potrebbe squillare in ogni momento».

E poi arriva la notte. «Verso le 23 ognuno si comincia a preparare per la notte – prosegue il volontario – C’è chi dorme sul divano letto e c’è chi preferisce la cameretta degli equipaggi al piano superiore. La notte non è come tutte le altre che si passa a casa: è più come un dormiveglia, perché c’è sempre l’ansia e la paura che il telefono del 118, posizionato sul comodino, possa squillare. Infatti, durante la notte lo squillo del telefono, quando arriva, irrompe nelle nostre orecchie buttando giù dal letto tutti in una manciata di secondi, già in divisa e pronti a partire; solo il tempo di allacciarsi le scarpe e, cosa nuova, “vestirsi” di tutti i dispositivi di protezione anti Covid-19».

Ma quali sono le nuove accortezze da osservare in tempo di pandemia? «Si parte dai nuovi dispositivi di protezione – racconta – da utilizzare in qualsiasi intervento: mascherine, camici, visiere, occhiali. Si passa dalla sanificazione del mezzo ad ogni intervento con l’ausilio di macchina all’ozono, all’ingresso contingentato alla sede anche ai volontari fuori turno; per la situazione è stato installato un videocitofono utile per l’utenza. Inoltre c’è l’utilizzo su ogni intervento del termometro per verificare la temperatura, parametro fondamentale per il contrasto al Covid-19. I parenti, soprattutto sui trasporti ordinari, non possono più salire sui mezzi della Misericordia, a meno che il paziente non sia in grado di intendere e di volere. Infine, pulizia e igienizzazione degli ambienti e della strumentazione della sede più volte al giorno». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini