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Guariti otto anziani del Geriatrico «Grazie agli operatori e al direttore»

Lina Senserini
Guariti otto anziani del Geriatrico «Grazie agli operatori e al direttore»

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/ Roccastrada

Buone notizie sul fronte contagi dalla Rsa di Roccastrada. I casi cominciano a diminuire e ieri si sono registrati otto guariti, tra i 35 ospiti positivi al coronavirus. Fermi ancora a dieci gli operatori in isolamento a casa, ma per alcuni di loro la situazione è in miglioramento.

Dopo due settimane di aumento dei casi, che ha costretto il direttore, Roberto Fenili, e il personale della Rsa a un vero e proprio tour de force per rivedere l’organizzazione e approntare nuove aree Covid, finalmente si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel, anche se, per essere del tutto fuori, dovrà essersi negativizzato anche l’ultimo caso.

E se ora i può aprire a un cauto ottimismo, restano ancora in vigore tutte le misure straordinarie per la gestione dell’emergenza messe in atto da protocollo, che hanno costretto a un cambiamento anche nel modo di lavorare, come racconta al Tirreno un’operatrice della Rsa. Il loro è il lavoro “silenzioso” di tante persone, che in queste settimane hanno combattuto da vicino contro un nemico invisibile e subdolo, chiuse per ore dentro alle tute come chi lavora nelle aree Covid degli ospedali. E in più con il carico di avere di fronte persone non autosufficienti, spesso con patologie psichiatriche, per molte delle quali, ogni giorno e non solo in questo periodo di isolamento in cui la struttura è chiusa ai familiari, l’unico contatto umano è rappresentato dagli operatori che li assistono, li lavano, li vestono, danno loro da mangiare. I nomi scritti sulla tuta sono per riconoscersi tra loro e per farsi riconoscere dagli ospiti.

Tutto il paese, insieme al sindaco, Francesco Limatola, e agli amministratori, si è stretto intorno al “suo” geriatrico, come viene chiamata la Rsa. «Ci tengo a ringraziare il personale e il direttore, con cui sono costantemente in contatto da due settimane, per il loro impegno che va oltre le semplici mansioni lavorative – dice Limatola –. Se, al termine di questo periodo globale, quello che abbiamo passato sarà solo un brutto ricordo, si deve anche a loro, alla passione, alla professionalità e all’umanità con cui assistono gli ospiti». —

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