Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Adf dovrà inquadrare sei dipendenti a un livello superiore

p.s.

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Grosseto

Acquedotto del Fiora dovrà inquadrare in un livello superiore (il 5° del contratto nazionale del settore gas-acqua) sei dipendenti. Lo ha stabilito il giudice del lavoro Giuseppe Grosso, che ha accolto il ricorso dei dipendenti assistiti dall’avvocato Alessio Moscatelli e ha contestualmente imposto alla società di versare somme variabili tra i 5.600 e i 9.100 euro, a seconda dei casi, a titolo di differenze retributive.

La sentenza chiude un fascicolo apertosi nel maggio dell’anno scorso, dopo che i dipendenti Alessio Moscatelli, Fausto Giommoni, Stefano Sbrana, Lorenzo Pruneti, Marco Vichi e Yuri Bianchini si erano rivolti al giudice per chiedere il riconoscimento delle mansioni da loro svolte (sala operativa per il monitoraggio della rete idrica e fognaria). Perché lo aveva previsto un preciso accordo tra azienda e sindacati del settembre 2016 e perché effettivamente quei compiti erano riconducibili a un livello superiore (tutti erano al quarto, fatta eccezione per Sbrana che era al terzo). L’azienda, rappresentata dall’avvocato Alessandro Antichi, aveva tra l’altro sostenuto che quell’accordo sindacale non poteva configurare un automatismo a favore dei sei dipendenti. Fallito il tentativo di conciliazione - l’azienda aveva proposto l’inquadramento ma non il riconoscimento delle differenze contributive – la causa era stata discussa.

Il giudice ha innanzi tutto proceduto ad accertare che effettivamente i sei erano stati adibiti alla sala operativa e che ciascuno aveva effettuato i corsi specifici di acquisizione delle nuove competenze, visto che la sala di controllo si occupa di monitorare la rete fognaria e idrica dell’Ato 6, 55 Comuni di Grosseto e Siena, tutto l’anno e 24 ore al giorno. Ha poi verificato l’accordo aziendale e che i ricorrenti erano stati destinati alla sala operativa solo dopo i corsi, nel rispetto dell’accordo. Diversamente da quanto sostenuto dall’azienda, il giudice è del parere che non fosse prevista una formazione ulteriore o un lasso di tempo da far trascorrere; inoltre, ha sottolineato che l’accordo decentrato ha assolto alla funzione tipica, per affrontare intreressi mirati e necessità precise di Adf. «Ciononostante la società, venendo meno all’impegno assunto, non ha proceduto al diverso e superiore inquadramento dei lavoratori addetti alla sala operativa né a nulla sono valsi i solleciti operati in tal senso dagli interessati», si legge nella sentenza. E comunque aggiunge il dottor Grosso si sarebbe potuti giungere a una conclusione favorevole per i dipendenti anche senza l’accordo: le mansioni svolte comportano comunque una declaratoria di quinto livello.

E da queste considerazioni – l’azienda sta valutando l’impugnazione della sentenza – sono derivati il riconoscimento dell’inquadramento superiore e la condanna di Adf a pagare le differenze retributive dal 31 agosto 2018 (38mila euro circa complessivamente), più 4mila euro di spese. — p.s.



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