Sicurezza
L’Amiata piange Francesco Bardelli cronista della Storia e della sua Arcidosso
Riferimento culturale della montagna, scrittore, animatore della vita del paese, è scomparso a 74 anni
/ ARCIDOSSO
L’Amiata perde un altro suo figlio amatissimo, lo scrittore, giornalista e storico Francesco Bardelli, un pezzo di storia della montagna e, a sua volta, instancabile suo divulgatore, scopritore prima di chiunque altro di Davide Lazzaretti e dell’importanza del suo retaggio, per anni corrispondente del Tirreno da Arcidosso.
Malato da tempo, di recente si era scoperto positivo al Covid. Si è spento all’ospedale di Grosseto, dove era ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni. Aveva 74 anni. Lascia la moglie Fiorenza, il figlio Filippo, la nuora Pamela e le due amatissime nipotine.
Nato ad Arcidosso nel 1946, Bardelli aveva sempre vissuto nel paese natio e lavorato all’Asl nella vicina Castel del Piano. L’impegno nel settore della sanità non lo ha mai distolto dalla sua grande passione per la storia e le tradizioni della sua Amiata. A Bardelli, in particolare, si deve la scoperta di una figura fondamentale, David Lazzaretti. A lui dedicò la sua tesi di laurea in Scienze politiche, conseguita a Siena nel 1972. Iniziò da lì un percorso di approfondimento che ha restituito nella sua giusta luce un personaggio di altissima levatura, quello del profeta dell’Amiata. «Prese in mano questo argomento quando ancora Lazzaretti era considerato un mezzo tabù», ricorda il figlio Filippo, a sua volta ex collega del Tirreno, scrittore e ricercatore. «Cominciò a prendere contatti con la comunità giurisdavidica, con la figlia di Lazzaretti. Oltre agli archivi e alle fonti storiche ha avuto modo di parlare con le persone che conservavano un ricordo vivido di Lazzaretti. Erano i primi anni Settanta è l’argomento incuriosì tanto che la tesi fu pubblicata. Da quella tesi, nel 1978, centenario della morte di Lazzaretti, dette alle stampe il libro su di lui». Un testo che aprirà la strada a tutti gli studi successivi. «E questa cosa lo inorgogliva parecchio», ricorda Filippo.
Tra i suoi lavori si ricordano anche l’Antologia arcidossina, sulla storia del paese fino al dopoguerra, «un testo che si trova sugli scaffali di ogni casa del paese», dice Filippo, e un secondo libro su David. Stava inoltre dedicandosi a un altro lavoro su fonti inedite per non lasciare morire queste testimonianze. Un lavoro che potrebbe essere raccolto dal figlio, col quale condivideva la passione per la ricerca storica. «Era molto orgoglioso del mio libro sul bombardamento di Arcidosso del 2009 – ricorda Filippo – nel quale ero involontariamente partito dal primo dopoguerra, come una sorta di staffetta generazionale».
Divoratore di libri, per tantissimi anni aveva seguito la cronaca arcidossina per Il Tirreno, finché non era diventato cieco. A quel punto, di nuovo, passò il testimone al figlio Filippo, collaboratore del giornale fino al 2014. Ma Bardelli è stato anche un vivace animatore della comunità: presidente della Pro loco, fondatore del Lions Club Amiata e suo presidente per vari mandati, governatore della Misericordia di Arcidosso. E non c’era raccolta di beneficenza o festa paesana alla quale non desse il suo contributo. «Negli anni Ottanta ad Arcidosso si organizzavano Feste di Carnevale davvero grosse: lui faceva sempre il Re Carnevale e io, che ero piccolo, ero il principino. Era sempre in mezzo alla gente, vivace, attivo. Non aver potuto parlarci né vederlo in questo mese è veramente una violenza. Non è un’accusa, solo tanto dolore».
Il sindaco di Arcidosso, Jacopo Marini, ha ricordato Bardelli con un commosso post su Facebook: «È stato uno dei principali riferimenti culturali di Arcidosso e dell’Amiata – ha scritto –. Ci rimarrà il suo grande esempio, di uomo attivo per il bene della sua comunità e ci porteremo nel cuore la sua spiccata ironia, frutto di vivacità intellettuale e intelligenza. Caro Francesco, con te se ne va un altro pezzo della nostra storia recente. Hai concluso il tuo viaggio tribolato in questa vita terrena con grande dignità. Ora riposa in Pace. Ci stringiamo al dolore di Fiorenza, Filippo e di tutti i familiari ed amici».
I funerali sabato alle 11,30 al santuario della Madonna Incoronata ad Arcidosso. Ammesse 80 persone per le disposizioni anti-Covid. —
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