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«Forza nonnini»: il significato di quel cuore enorme disegnato sulla sabbia

Giulia Sili
«Forza nonnini»: il significato di quel cuore enorme disegnato sulla sabbia

Follonica, in questa rsa tutti gli anziani ospiti sono positivi. L’autrice lancia un messaggio che sia visibile dalle loro finestre

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FOLLONICA. Un cuore enorme, disegnato sulla sabbia, è apparso ieri mattina di fronte alla residenza per anziani Marina di Levante a Follonica. Al centro del cuore è stato scritto un messaggio, indirizzato agli ospiti della struttura: «Forza nonnini». Una scritta grande, a caratteri cubitali, leggibile anche da lontano, dalle finestre della residenza affacciata sul mare.

Impossibile entrare all’interno dalla Rsa che da diversi giorni è blindata. Al suo interno i 31 ospiti sono tutti risultati positivi al coronavirus, una notizia sconcertante per le tante famiglie che hanno al Falusi un loro caro.

Gli operatori stanno svolgendo un lavoro delicato e difficile. Per questo il cuore, visto dai finestroni della facciata della ex colonia, ha alleggerito un po’ la tensione di questi giorni e ha strappato un sorriso a chi da lì dentro non può ricevere visite.

A raccontarlo è Cinzia Bartolini, autrice del disegno sulla sabbia, che ieri mattina ha deciso di uscire di casa, con l’autocertificazione, proprio per mandare quel messaggio. «È stata un gesto istintivo – dice – Volevo farlo. Dalla finestra mi ha anche visto una operatrice, era tutta vestita con la tuta, e si è sbracciata per salutarmi. Mi sono commossa: mi ha urlato “grazie” e io ho risposto “grazie a voi”».

L’immagine è piaciuta molto, tanto che il Comune di Follonica ha scelto di metterla come sfondo del suo profilo Facebook: «Forza nonnini – ha detto l’amministrazione comunale – E un abbraccio a tutto il personale del Falusi e a tutti follonichesi che stanno combattendo questo virus».

Nei giorni scorsi sono purtroppo deceduti due ospiti, uno dei quali era ricoverato in ospedale a Grosseto. Uno era un malato oncologico grave e la seconda una donna allettata da tempo.

Solo un ospite, che però non si trovava più in struttura, non è stato contagiato. Era ricoverato in ospedale per altri motivi e non ha contratto il virus; adesso verrà spostato alla Rsa Villa Varoli a Porto Santo Stefano.

La Rsa di Follonica, proprio per il focolaio che si è sviluppato negli ultimi giorni, è stata ufficialmente dichiarata una Rsa total covid dal direttore sanitario Fabrizio Boldrini. Le residenze sanitarie assistite possono diventare total covid grazie all’ordinanza emessa alcuni giorni fa dal presidente della Regione Eugenio Giani. L’ordinanza fornisce puntuali indicazioni sul personale necessario per assicurare i livelli assistenziali appropriati, quanto sulla gestione dei positivi, dei positivi che si negativizzano, e dei negativi presenti nelle strutture convertite in Rsa total Covid che necessitano di temporaneo trasferimento, fino al termine dell’emergenza, in altre Rsa no Covid, garantendo il più possibile la vicinanza territoriale e dopo avere informato i familiari e il medico curante.

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Intanto all’interno della Marina di Levante il personale sta cercando di fare il possibile per gestire il focolaio. «È servito un po’ di tempo per metabolizzare il colpo – dicono – Sapevamo che era possibile ma avevamo creduto che non sarebbe successo. La nostra missione era quella di far rimanere quel virus fuori dalle mura della nostra Rsa Marina di Levante. Con questo obiettivo in mente abbiamo lavorato duramente aumentando il carico di impegno, attenzione e rigore con cui svolgiamo le nostre azioni di cura quotidiane per i padroni di casa, i nostri anziani. Per questo quando abbiamo saputo che il virus è voluto entrare e che sta facendo visita ad alcuni anziani ed alcuni colleghi, ci siamo rimasti proprio male. Abbiamo sperimentato cosa sia l’impotenza».

Il personale spiega che tutti all’interno della struttura, ospiti e dipendenti, si sentono come una «comunità sotto attacco». «Certo siamo stanchi – ammettono – soprattutto mentalmente. Il Covid pesa non solo sui corpi ma anche sulle menti. Ma grazie all’amore per il nostro lavoro, alla professionalità e alla voglia di aiutarci siamo certi che ce la faremo». 
 

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