Finanza
Codice rosa, 250 casi trattati e un messaggio: «Non sei sola!»
GROSSETO. Duecentocinquanta casi di violenza intercettati e affrontati nel 2019, cinquantanove nel primo semestre di quest’anno. E un segnale: «Non sei sola!». La Asl Toscana sud est celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un messaggio e portando i dati del proprio lavoro.
Lo fa da qui, da Grosseto, dove è nato il Codice rosa, la Rete aziendale creata undici anni fa dalla dottoressa Vittoria Doretti, che la dirige, e diventata modello in tutta Italia. Oggi il Codice rosa è presente in tutti i pronto soccorso della Toscana prendendo in carico le vittime di maltrattamento, principalmente donne e minori.
Nel 2019 in provincia di Grosseto i casi di maltrattamento adulti intercettati dal Codice rosa sono stati 208, quelli di abuso su adulti sette, i casi di stalking quattro, quelli di maltrattamento su minori 29 e quelli di abuso su minori due. Nei primi sei mesi di quest’anno ci sono stati 48 maltrattamenti sugli adulti, un abuso su adulti, sette casi di maltrattamento su minori e tre abusi su minori di cui il Codice rosa si è occupato.
In questo periodo di pandemia la squadra del Codice rosa ha dovuto affrontare nuove declinazioni della violenza contro le donne che durante il lockdown si sono trovate a trascorrere molto più tempo, da sole, in casa, con la persona che le ha maltrattate, perpetuando atti di violenza fisica e psicologica nei loro confronti e determinando a volte l’insorgere di nuove situazioni di conflittualità. Nella complessa cornice del distanziamento sociale, il fatto di non poter seguire la routine della vita quotidiana, come andare a lavoro, associato al timore diffuso di accedere al pronto soccorso, ha acuito il fenomeno.
Molte le azioni messe in campo per sostenere costantemente le donne, dall’attivazione della task foce con reperibilità telefonica h 24, al numero dedicato, alle Faq (domande frequenti) elaborate sulla base delle segnalazioni e pubblicate sul sito aziendale.
«Il Covid ha frenato tutto, ma non gli episodi di violenza, soprattutto domestica – spiega Doretti – Ma la Rete Codice Rosa c’è, non ha mai smesso di funzionare, anzi è stato potenziato l’impegno per far fronte in maniera ancora più efficace e capillare alle rilevate necessità di supporto da parte delle vittime. Grazie alla perfetta sinergia con i centri antiviolenza sul territorio, i servizi sociali e gli operatori ai nostri pronto soccorso, nessuno deve sentirsi solo. Questo è il messaggio che voglio far arrivare in questo giorno e sempre: chi subisce una violenza deve sentirsi libero e sicuro di affidarsi a professionisti pronti e preparati che curano ogni fase del processo di cura e della catena di tutela, in modo ancora più accurato in emergenza sanitaria». Dopo 11 anni di esperienza, in accordo con la direzione dell’Asl, il Codice rosa si è dotato di una nuova veste, un’organizzazione in fieri, modulata sulle diverse realtà in cui una cabina di regia metterà in modo ancora più efficace ed efficiente in rete i soggetti protagonisti della presa in carico delle vittime». È inoltre attivo il numero regionale 1522. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
