Il Tirreno

Grosseto

l’appello del rider 

«Un giro in moto in solitaria Che problema sarà mai?»

F.F.
«Un giro in moto in solitaria Che problema sarà mai?»

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GROSSETO

«Sono un motociclista grossetano, in arte Mad Pandy, appassionato della Moto Guzzi. Sono anche il fondatore – nel 1983 – del club motociclistico Roadrunner’s Gang, socio della Family europea di club RR’s sin dal 2000. Sono un “ragazzo” di 71 anni. Sono stato premiato, nel 2011 e 2016, come “Pionieri del settore Biker. Italian Biker Legends. Biker fondatore del Movimento”. Tutta questa “sbrodolata” mi serve per introdurre l’argomento che più mi sta a cuore: andare in moto. La mia domanda è questa: perché non mi è permesso fare un giretto settimanale scaldaolio, nell’ambito comunale, dato che sono solo in moto, abbigliato alla bisogna, goletta scalda collo rialzata fino a coprire il naso, senza soste intermedie, solo benzina?».

Ci scrive così Maurizio Pandolfo, motociclista «più che appassionato, fissato», come si definisce lui. Dopo tante proteste di commercianti e titolari di attività per le chiusure dei negozi e i conseguenti mancati incassi, quella di Pandolfo è una protesta altrettanto legata alla “sopravvivenza”: la sopravvivenza dello spirito. «Ho una California Vintage del 2008 con quasi 170mila chilometri – racconta orgoglioso –. Dal 1972 ad oggi ho accumulato diverse centinaia di migliaia di km, dovunque in Europa. Questa, è la sesta moto, ovviamente, tutte Guzzi». La sua Roadrunner’s Gang è affiliata da vent’anni alla family europea dei club RR’s, che accoglie otto club tedeschi, «noi italiani – spiega – uno in Svizzera e uno in Danimarca. Io e il mio club li abbiamo girati tutti».

Per uno che trae energia nel vedere l’asfalto srotolarsi davanti a sé per miglia e miglia e che sente battere il cuore all’unisono con i giri del motore, stare chiuso in casa è un tormento. Tanto più quando, come Pandolfo, non vede la ratio di impedire quella che, a ben vedere, è un’attività in solitaria. «Se il problema è l’assembramento – dice – io l’ho risolto, dato che la mia giratella è una “lone ride” (un giro solitario). Questo mi permetterebbe di affrontare molto più serenamente questi periodi di carcerazione casalinga. Difatti, il precedente periodo primaverile, marzo/maggio è stato davvero terrificante. Quando la passione per la moto riempie la tua vita, è uno stile di vita, risulta oltremodo difficoltoso stare qualche tempo lontani dall’amata motoretta». — F.F.



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